Alla vigilia del giorno solenne, ci fu poi un'altra sorpresa: capitò al villino un sotto-fascia raccomandato, diretto "Agli impareggiabili sposi."
Era una romanza per tenore, che Donna Lucrezia Balladoro offriva in dono per le auspicate nozze, accompagnandola con un proprio scritto.
"Carissima Nipote,
Quantunque bandita dal vostro Eden terrestre per suggestione mefistofelica di quell'Iscariotto dello Zodenigo, non posso a meno di volarti vicina in questo fausto giorno, rivolgendoti un pensiero, inviandoti un accento.
Tuo zio Francesco, inesorabile e spietato, non ha voluto porgere ascolto alle mie discolpe; ma tal sia di lui, ed io non voglio con questa mia rivolgermi altro che al tuo cuore; al tuo cuore dal quale non invoco grazia, ma giustizia. E per ora basta così. In questo giorno di supremo gaudio non voglio turbarti con lugubri fantasmi. Si accendono per te le faci dell'Imene, e tu abbagliata da tanta luce non devi più vedere altro che il caro oggetto che sta per impalmarti, dinanzi all'ara santa dei tuoi voti più ardenti.
Ora lasciami, o cara, che io ti benedica, anche come unica rappresentante della famiglia, nel nome mio e dei nostri antenati che dal cielo ti guardano, e accetta compiacente il mio umile dono.
Il celebre maestro Forapan, di Verona, persona seria e gentiluomo perfetto, che avrò l'onore di presentarti alla prima occasione, non potendo nulla rifiutare alle mie preghiere, ti offre in omaggio una vera primizia: il più bel pezzo, tutt'ora inedito, della sua opera la Regina delle Antille, che verrà quanto prima rappresentata in uno dei nostri principali teatri.
Addio, mia diletta; di più non ti scrivo perchè in mezzo a tanto gaudio volano i giorni, e l'ore!
La romanza, benchè in chiave di tenore, si adatta anche per soprano e contralto. A me, per esempio, va d'incanto: è nelle mie corde. Presenta i miei saluti alla carissima mia cugina Angelica, e al mio carissimo cugino Alberto. Un bacio al tuo sposo.
Ti stringe al cuore