—Preferisco il Vacchetti.

—Pure, se la signora Amalia avesse la somma... a farle un pochino di corte si contenterebbe di un frutto minore.

—No, no; preferisco il Vacchetti. Non mi hai assicurato che col Vacchetti è affar fatto?

—Per bacco! E poi ci sarebbe anche la Banca.

—La Banca?... Di Banche non ne voglio sapere per via di mio padre.

—Nella Banca che ti dico io, babbo Rothschild non ci ha a che fare. È, nientemeno, che la Banca Cooperativa fra gli agenti e i commessi di negozio!... Vado a pranzo tutte le domeniche all'Arena Nuova col suo direttore, che mi vuole un bene dell'altro mondo.

—Preferisco il Vacchetti.

Giulio e Clementino entrarono da un tabaccaio a comperare la cambiale, che uno firmò, e l'altro mise in tasca esclamando:—È cosa fatta!—Stava per andarsene; ma Giulio lo fermò. Ricominciava ad essere inquieto.

—Scusa e.... quando... quando....

—Lasciami pensare;—e Clementino si fregò la fronte colla mano.—Oggi è un po' tardi; domattina devo andar attorno per un altro affare d'un altro mio amico... Un affare in grande.... Trenta mila lire... ma ti raccomando di non dir niente con nessuno!