VII.
L'ordinanza ebbe un bel cercare alla Stazione Centrale il signor Serafino Bianchi. Invece di partire col diretto delle sette, egli era partito col direttissimo delle otto e un quarto... almeno così disse la sera dopo, al marchese Stefano, che lo interrogava in proposito. Quanto poi al combinar l'affare per settantamila lire, invece di sessanta, erano ancora in tempo perchè anche il barone Castagneto aveva risposto picche. Ma pure il diavolo non era tanto nero come il dì prima; anzi il signor Serafino aveva trovato a Genova la persona che prestava i danari, ma bisognava aspettare un quindici giorni, perchè la somma era impiegata a mutuo, e il mutuo non spirava altro che fra un paio di settimane.
—Allora è come non averli,—rispose l'officialino impensierito.—A me occorrono subito.
—Si può offrire un regalo al mutuante e ottenere che paghi la somma prima della scadenza.
—Sicuro!... Bravo!... Così si deve fare!...
Il signor Bianchi fece un sorrisetto di compiacimento.
—E mi assicura che si potrebbe combinare per settantamila?