Allora pensò e ripensò al modo di trovare dell'altro danaro, molto danaro, tutto il danaro che ancora gli occorreva per il giornale e per sè; pensò, ripensò, e più volte, sebbene crollando il capo, mormorò il nome di Pompeo Barbarò.

"Ah, se avesse potuto ficcar le mani nella cassa forte del neo cavaliere!"

Ma quel villan rifatto, colle cambiali sue che aveva in portafoglio, e che ormai coll'aumento continuo dei frutti e delle spese di rinnovazione, rappresentavano una somma considerevole, pretendeva che il Moderatore gli facesse la réclame a ufo, senza nè manco pagare l'abbonamento!... Eppure che colpo da maestro, sarebbe stato... cavargli fuori le cambialette e fargli snocciolare anche i bei marenghi per la macchina celere!... Che colpo da maestro sarebbe stato avere i danari, e insieme vendicarsi di quell'avaraccio tirchio e indelicato!

Ma come fare?... Se il Barbarò non aveva la scienza infusa, era per altro astuto e furbo più del diavolo.... Attaccato al danaro non si sarebbe indotto a spendere nemmeno per la lusinga d'essere creato... commendatore!... Poi gli era andato bene il tiro colla Banca degl'Interessi Lombardi Provinciali, e sebbene, in fin dei conti, non avesse fatto altro che un buon affare per lui, guadagnava terreno ogni giorno nell'opinione pubblica, e del Moderatore, quasi, poteva infischiarsene.... Lo avevano nominato consigliere alla Banca Popolare, membro della Congregazione di Carità... Presidente del Comitato Promotore per le Case operaie e...

"Ma appunto," pensò d'un tratto lo Zodenigo picchiandosi la fronte colle dita, "se giovandosi del vento medesimo che il signor Cavalice aveva in poppa egli lo avesse saputo spingere in sulle secche... e gli fosse occorso l'aiuto del giornale per rimettersi a galla?"

".... Ma in che modo si poteva?... In che modo?... Per Dio, non ci sarebbe stato altro che fare col suo nome una grande campagna elettorale: portare il Barbarò candidato alla Deputazione!..."

A questo punto il professore Zodenigo sorrise seco stesso della propria idea, ma poi, subito, borbottò con un'alzata di spalle:—E perchè no?... Se ne son visti di più asini, di più ignoranti assai... e di egualmente bricconi!... In fine poi, il cavalier Barbarò è un uomo serio, positivo, un uomo pratico... un eccellente amministratore.... Suo figlio è stato con Garibaldi in Tirolo... Il Moderatore può ignorare benissimo il suo passato, e proporlo candidato e sostenerlo in buona fede... Poi, nel calore della polemica, se gli avversari susciteranno qualche scandalo bisognerà difenderlo per l'onore del partito... ma intanto l'orang-outang sarà nelle mie mani.... E, per Dio, la pagherà salata la deputazione!

Del resto la prima idea della candidatura Barbarò non era venuta in mente del tutto a caso al professore Eugenio. In quel tempo, per l'appunto, il deputato del collegio di Panigale era stato compreso in una infornata di senatori; il collegio, in conseguenza, dichiarato vacante, e le nuove elezioni indette per il diciotto del prossimo mese di gennaio. Si era allora alla fine di dicembre; lo Zodenigo non aveva dunque che una ventina di giorni, all'incirca, dinanzi a sè, e urgeva non perdere tempo. Indossò l'abito nero, quello proprio di parata più lungo e più abbottonato degli altri, mise un cappello a tuba nuovissimo, che splendeva al sole, e dopo aver fatto colazione al Caffè Cova, come al solito, ma più del solito serbando fra gli ammiratori suoi che gli facevano corona durante il pasto, il grave silenzio monosillàbico dei momenti solenni, ordinò un brum con voce forte, e si fece condurre dal cavalier Barbarò.

Pompeo, che anch'egli aveva appena finito di far colazione, lo ricevette colla sua cordialità sforzata e chiassosamente volgare; ma siccome non ignorava le visite fatte in que' giorni dal Professore agli azionisti credette, a buon conto, di parare la stoccata assicurandolo subito "che le cambiali in scadenza colla fine dell'anno sarebbero state ugualmente rinnovate per quanto il momento fosse piuttosto critico... " Ma lo Zodenigo, a tanta generosità, rispose appena con un sorriso a fior di labbra e con un cenno del capo quasi più di protezione che di ringraziamento.

—Diavolo,—pensò Pompeo fra sè,—che cosa c'è di nuovo?—e cominciò a provare un po' d'inquietudine.