—Ho sentito che il Moderatore,—disse poi per tastare il terreno,—promette di diventar un affar d'oro per il nostro illustre direttore: bravo!... bravo!... bravo!...—E siccome tutti e due erano seduti l'uno accanto all'altro, sul canapè, così il Barbarò ad ogni "bravo" battè col palmo della mano, per dar maggior forza all'entusiasmo, sulle ginocchia dello Zodenigo. Questi rimase un momento senza rispondere, poi stirandosi sul canapè e abbassando le palpebre con una cert'aria di mezzo tra il diplomatico e l'addormentato:—D'oo no—soggiunse—perchè un giornale in Italia non potrà mai essere un afface; ma si è raggiunto il nostro scopo e ormai il Moderatore ha guadagnato il suo posto ed è una forza. Tuttavia—continuò dopo una breve pausa—devo dire a onooe del vero che gli azionisti non hanno mai indietreggiato dinanzi ai più gravi sacrifici, e anche in questi giorni hanno versato la somma che ci occorreva per metterci in grado di vincere le varie concorrenze e poter entrare fidenti e sicuri nel nostro secondo anno di vita. Insomma anche dal lato pecuniario lo stato del Moderatoee non potrebbe essere migliooe.

Una tale e così esplicita dichiarazione, che avrebbe rassicurato chiunque, rese invece maggiormente inquieto e sospeso il Barbarò, che non potè trattenersi dal lanciare un'occhiata alla sfuggita sul suo compagno.

—Dove diamine vuol andare a parare....—pensò tra sè.

Ma lo Zodenigo si mostrava imperturbabile. Sdraiato, colle braccia stese sui guanciali del canapè, cogli occhi semichiusi, soffiava un poco, perchè cominciava a ingrassare. Adesso ch'egli non scriveva più versi aveva rinunciato alla zazzera, al ricciolo alla rubacuori, ed anche all'etisia.

Ci fu un'altra pausa ancora più lunga delle precedenti: Pompeo Barbarò, oltre all'essere inquieto, cominciava a sentirsi anche un po' seccato da quel gran sussiego.

—In fine—ripigliò sdraiandosi alla sua volta e ficcandosi le mani in tasca—si può sapere lo scopo di questa vostra visita?

L'altro aprì gli occhi, fissò Pompeo sorridendo con astuzia, e battendogli, a sua volta, confidenzialmente sulle ginocchia, gli domandò avvicinandosi:

—Vi sentite l'animo di faae un gran colpo?

—Fare un gran colpo?... Che colpo?... Di che genere?... Non vi capisco!