—E poi, oltre all'onore,—continuava spietatamente il Barbarò con un risolino ironico che gli spuntava sulle labbra in mezzo alle espressioni affettatamente ossequiose,—oltre all'onore ella deve compiere il sacrificio delle ottantamila lire anche per quella povera signora....

Il vecchio fece un'altra scrollatina di testa.

—Sì, anche per la signora marchesa,—continuò mellifluamente il commendator Pompeo.—Essa è in tutto degna dei più grandi sacrifici: anche un milione, sarebbe bene speso per la marchesa!...

—Angelica?... mi faccia il piacere!—rispose Diego di Collalto, indispettito dall'enfasi improvvisa del suo interlocutore.—Mi faccia il piacere!... Non è altro che una matta... un'egoista!... una linfatica sentimentale, piena di romanticherie!... Se fosse stata una donna di cuore, una donna di testa, avrebbe pensato a collocarsi in modo da assicurare il proprio avvenire e quello del figlio!—A questo punto il nobile Pompeo di Panigale non sorrise più, si fece serio, quasi melanconico, e sospirando alzò gli occhi al soffitto, per chiamarlo a testimonio del proprio dolore.

—Io l'ho sempre ammirata quella signora,—disse poi, mettendosi una mano sul cuore.—Ho trovato in lei virtù... virtù straordinarie. Per parte mia, le ripeto, sarei disposto a spendere un patrimonio, pur di vederla soddisfatta. Oh vorrei essere in lei, signor marchese, lo confesso con tutta sincerità.... Vorrei essere in lei, per avere il diritto di proteggerla, di consolarla, di collocarla, per modo di dire, sopra un trono... un trono d'oro!—E il signor Pompeo, così parlando era tanto accalorato e commosso, che il vecchio marchese, quantunque miope, se ne avvide, e ne rimase colpito.

—Povera signora,—riprese il Barbarò dopo un momento di pausa,—è sempre stata sfortunatissima, come moglie, come madre e adesso....—Qui fece una reticenza, strinse le labbra sottili, ove il risolino tornò a comparire—adesso—concluse è capitata fra le mani di uno spiantato qualunque, che la inganna colle dimostrazioni del perfetto amore, ma che invece non mira, ad altro che al suo avvenire.

—Avvenire?... Quale avvenire?—domandò il marchese cogli occhi sfavillanti dietro le lenti, e coi baffi più ritti del solito.

—Non se l'abbia a male.... Ripeto, quanto mi è stato riferito. Il maggiore Martinengo avrebbe risposto a chi lo sconsigliava di dare le dimissioni, e di perdere così un posto sicuro, che il vecchio doveva pur crepare, e che non avrebbe potuto portare i suoi milioni con sè... all'inferno!... Il vecchio, non se l'abbia a male, il vecchio sarebbe lei, signor marchese!...

L'altro ebbe un sussulto, diventò rosso, poi pallido, ma riuscì a frenarsi, e ripulendo le lenti che gli eran cadute dal naso, mormorò fra i denti: