Quanto a Stefanuccio, ci voleva un lezione energica; forse la vita dell'ufficiale non era per lui. Avrebbero pensato poi se sarebbe stato il caso di richiamarlo a casa, per sorvegliarlo, e farlo lavorare.

Il marchese Diego, che nel frattempo aveva accarezzato il mento e tastate le braccia della figlia del fattore, appena furono attaccati i cavalli chiamò il Martinengo per mostrargli il sinistro che gli si sfiancava, e non ne sapeva il perchè. Poi appena apparve Angelica la fe' montare in carrozza, e quindi salito anche lui, le si sedette vicino.—Caro maggiore,—esclamò,—benchè vecchio, scommetto che ora vi faccio invidia!... Vela rapisco, e non ve la rendo più!...

Andrea sorrise, ma per quanto Angelica dovesse tornar subito, o in caso diverso, potesse ben raggiungerla lui stesso a Milano, si sentiva commosso per così inaspettata partenza. Angelica lo salutò col capo, colla mano, e più cogli occhi amorosi che fissò in lui lungamente, tenerissimamente. Ma non gli disse più una parola; non poteva; aveva la gola piena di lacrime.

Durante il viaggio lo zio Diego continuò a farle complimenti e a brontolare. Si ostinava, colla galanteria del tempo antico, a tenerle l'ombrellino; le accomodava ogni poco il plaid sulle ginocchia, le offriva da una scatoletta vieux-saxe squisiti lemon's drops per l'arsura della gola, le raccomandava di sfogarsi, e le diceva che faceva bene a piangere. I suoi occhi irresistibili fra le lacrime erano ancora più abbaglianti..., e d'altra parte dovevano essere lacrime di confiteor, perchè molta colpa ne aveva lei della pessima riuscita di quella tarantola divoratrice.

—Parlo chiaro, figliuola mia; non voglio lasciarti vane speranze: io, proprio, non sono in stato di pagare. Ottantamila lire?—Siete matti!—e il vecchio si accalorava, storceva la bocca e arricciava il naso sui mustacchi ingommati.—Siete matti!... matti da chiudere al Dufur! Dove volete (saperlottina!) che vada a pescare ottantamila lire?... Nella tua incantevole testolina bionda tu ti sarai figurata che lo zio Diego sia un milionario!... Cara cara, figliuola mia cara, ricordati, è un'illusione... come tante altre. La mia sostanza, sai bene, è tutta in terreni, e i fittaiuoli che un giorno pagavano, poniamo, il trenta, oggi pagano appena appena il quindici... quando lo pagano. Vendere... si trova difficilmente; poi, una volta venduto non resta più niente, senza contare che colla crisi agraria presente, per ricavare ottanta bisognerebbe vendere per il valore di centosessanta. Dare a mutuo?... un far entrare i tarli nel patrimonio!... E poi, e poi, e poi in fine, questa è bellissima, perchè devo rovinarmi io per i vizi degli altri?—Chi rompe paga!—e il vecchio batteva stizzito contro il sedile la punta delle scarpette inverniciate.—Chi rompe paga!... Paga chi rompe!—Ho ragione sì o no?... rispondi,—ho ragione sì o no?...

Angelica, soffocata, gli accennava di sì, che aveva ragione, con un singhiozzo..., e allora lo zio acquetandosi, tornava a domandarle se aveva troppo caldo se si sentiva stanca, le offriva una sigaretta e le faceva ammirare il paesaggio.

—Non ti senti di fumare? fai benissimo!... è un delitto il fumare quando si hanno denti splendidi come i tuoi!... Lo dicevo anche alla Luisa D'Angola, che li ha bellissimi!...—Guarda, tu che sei tanto poetica, che vista incantevole!... che passeggiata deliziosa,—di' la verità....—E poi in tête à tête con te! Ah se non fossi vecchio!... si vieillesse pouvait!... Ti rapirei!... Quel cocchiere... sarebbe un mio fido travestito.... Ti terrei prigioniera nel mio castello dove il tuo innamorato verrebbe a cantarti la serenata.—E il vecchio, accarezzando sotto la coperta la manina di Angelica, le faceva l'occhio dolce, e piegandolesi vicino svenevolmente, cominciava a canticchiare colla voce tremula e stonata:

"Ro... on... dine... ella, pe... elle... gri... i... ina"

Ma un colpo di tosse interruppe il canto, e allora il marchese inghiottì un lemon's drops, abbandonò la mano della nipote, e tirandosi dritto dalla sua parte, le disse che ormai non poteva più sperare altro che nel commendator Panigali.

—Quel vostro usuraio, il deputato... il mangiatore di Villagardiana, chi sa che non sappia immaginare qualche espediente per levarvi d'impaccio!... Ti ripeto che mi ha parlato di te col maggior entusiasmo!...