—No, no, signor marchese. Non vorrei che fosse sacrificata la signora Angelica, per tutto l'oro del mondo!—esclamò Pompeo mettendosi una mano sul cuore.

—Lasci fare a me. Sacrificata sarebbe sposando il Martinengo!... Io ho sempre avversato questo matrimonio, appunto perchè voglio molto bene alla mia nipotina, e vorrei vederla felice. Lasci fare a me... lasci parlare a me!

—Parlare no!... Adagio... Bisogna andare adagio!... Parlare è troppo presto!—esclamò vivamente Pompeo, mostrandosi inquieto. Ma l'altro non gli dava retta; si teneva stretto al suo braccio e gli si piegava addosso per parlargli all'orecchio.

—Non le ho detto che mia nipote è innamorata (dato il caso che lo sia) colla testa soltanto?... E dunque, la testa per quanto dura si può sempre piegare!

—Non vorrei... essere un tiranno.

—Un salvatore, Paligani mio! un salvatore!—I nostri giudizi sul suo romanzetto campestre, potrebbero essere anche sbagliati; potremmo averlo immaginato più importante del vero!—Chi ci vede nel cuore di una donna?—Angelica potrebbe essere disposta non solo a combattere e a vincere questa simpatia, ma a farne rifiorire dal suo cuore una nuova, una più ardente, per l'uomo generoso, me lo lasci dire caro Pa....Panigalli, per l'uomo generoso che la mette in una condizione degna di lei, degna di noi, e che assicura a suo figlio uno splendido avvenire! Nulla più della riconoscenza commuove il cuore di una donna, e dalla sua riconoscenza chi le dice che non debba nascere, oltre alla simpatia, oltre alla stima, anche l'a... l'amore?

—Oh... sarebbe troppo!—esclamò il signor Pompeo umilmente.

—Lasci fare a me!... Permetta che le parli io! Se Angelica non mi ascolta vuol dire che è una donna senza testa, senza cuore, senza viscere materne e allora... me ne lavo le mani!—E le ottantamila lire,—aggiunse mentalmente,—ho una buona scusa per non darle più!

—Ma, signor marchese,—replicò Pompeo mostrandosi sempre titubante e inquieto, come se l'altro si fosse approfittato di una sua confidenza, per valersene secondo i propri desideri.—Signor marchese... io non ho detto di nutrir ancora... una speranza. Adesso mi sembra anzi troppo tardi; troppo tardi per la signora Angelica e per... per me!