Angelica chinò la testa, accennando di sì, con un grande affanno.
—Che asino!... A pensarci prima sarebbe stato anche inutile di farlo venire.
—Mi ha giurato,—balbettò la marchesa,—che d'ora innanzi farà vita nuova....
—Giuramenti da marinaio!... ha le mani bucate!... Per salvare quel ragazzo, parlo schietto, mia cara, ci vogliono quattrini e molti; se non ne avrà da spendere finirà male; anzi, avrebbe già finito male senza il commendator Pompeo che, ripeto, può proprio dirsi la vostra Provvidenza.
Angelica trasalì, ma non rispose parola.
—Mi ha detto,—soggiunse poi dopo un momento di silenzio,—di domandarti perdono.
—Oh... non ho niente da perdonare.
—....E di assicurarti che la sua gratitudine per te, durerà più della vita.
—Per me?... A me non deve, e non dovrà niente. Accomodandosi le cose, come spero, dovrà la sua gratitudine a te, e al signor Barab... Barabbò!
Angelica tornò a guardare il vecchio attentamente. Nelle sue parole, ne' suoi modi, c'era un mistero che le incuteva vaghi timori, ma che non riusciva a spiegare.