—Stupidaggini!—strillò il vecchio sempre più seccato, con un'alzata di spalle,—non ci son più altro che gli studenti e le serve che si uccidono!... Vedrai, che anche il tuo capitano si darà pace....

—Peggio, peggio ancora per conto mio, se si desse pace!...—esclamò Angelica fuori di sè.—Non capisci che sarebbe quello che mi spaventerebbe di più, che mi farebbe diventar matta?...

—Ma allora, si può sapere che cosa vuoi?.,.—domandò il marchese tra l'ironico e lo stupito.

—Non mi capisci... non ci possiamo intendere...—balbettò la poveretta buttandosi affranta sopra una poltroncina ch'era accanto del letto.

Il marchese Diego le prese una mano, la posò sulla coperta bianca, e l'accarezzò dolcemente.

—Capisco che tu vorresti da me ottantamila lire; ma tu invece, non capisci un'altra cosa, che cioè ot-tan-ta-mi-la lire si possono pagare, anche quando non si è obbligati, per salvare l'onore della famiglia, ma non mai per combinare un matrimonio che non accomoda per nessun verso. Anche se non vi fosse di mezzo tuo figlio, le cambiali, le firme false, tutti questi imbrogli che m'indispettiscono e mi nauseano, avrei sempre preferito il commendatore Barbarò, che almeno ha una fortuna colossale, e tiene uno dei primi posti nell'aristocrazia della finanza, al tuo Martinengo, il quale non è altro che uno spiantato.

—Ma se tu stesso mi hai sempre detto che il signor Pompeo è un furfante, uno strozzino, una figura losca e abietta?... Se tu non volevi mai venire a Villagardiana per non incontrarti con lui?...

—Allora non era... quello che è presentemente!

—Se anche poco tempo fa hai rifiutato un mio invito a pranzo al Villino per non doverti sporcare, son tue parole, a dar la mano a quella canaglia?

—Avevo torto. Le antipatie, per lo più, sono ingiuste.