Angelica si asciugò le lacrime col fazzoletto chiuso nella manina inguantata, e fra lo strappo dei singhiozzi, cogli occhi esterrefatti dallo spasimo e dal terrore fissi in Andrea, gli raccontò tutto quanto le era successo, quanto le volevano imporre, quanto le si preparava.

L'altro l'ascoltò immobile, senza profferir parola. Solo quando Angelica ebbe detto tutto, egli era bianco, terreo, e trasalì per un brivido, ma rimase ostinatamente muto. Angelica gli si avvicinò; il suo viso era tutto molle di pianto; il seno anelante come se volesse scoppiare, ma non piangeva più. Essa lo guardò ancora, e tutto il suo cuore, tutta la sua disperazione traboccavano dalle pupille fisse, dilatate. Stese le due mani, si attaccò alle spalle di lui, e leggermente alzandosi sulla punta dei piedi per avvicinare la sua faccia a quella immota di Andrea, così da stordirlo col bagliore degli occhi e le vampe calde del suo alito, gli chiese con una risolutezza improvvisa di modi e di parole:

—Dimmi tu che cosa devo fare; che cosa devo rispondere. Farò soltanto quello che vorrai tu; tutto quello che vorrai tu: sono tua. Parla.... di' su... che cosa devo fare?...

Andrea la guardò freddamente. Poi sorrise.... ma fu un sorriso ghiaccio che trapassò il cuore di Angelica.

—Abbi compassione.... abbi pietà, Andrea... Andrea... almeno tu abbi pietà. È troppo... è proprio troppo!

—Ah! Ah!—proruppe l'altro ridendo ancora,—come sono strane le donne!... Lei pretenderebbe anche che io la confortassi, dopo che viene a... a darmi una mazzata sul capo!...

Andrea sotto quella gran calma forzata nascondeva un'atrocissima battaglia: l'amore in quel punto rimaneva soffocato dal dolore e dalla gelosia. Ciò che c'era in lui di cattivo o di men buono, e che l'amore soave e alto di Angelica era riuscito a vincere e a seppellire nel più profondo della sua anima, risorgeva a un tratto oscurando la nobiltà de' suoi sentimenti, il foco generoso della sua passione. Angelica non lo aveva mai abbracciato in quel modo... ma anche ciò lo irritava, e lo rendeva ingiusto. Pensava che la poveretta, lo facesse per intenerirlo, per renderlo incapace a resisterle, per farlo consentire a quel partito mostruoso. Pensava che, ad onta di tante proteste, essa allora non lo amava, o lo amava molto poco. Il primo suo affetto non era lui, ma suo figlio; il figlio di lei e di Alberto di Collalto: essa non aveva che suo figlio in mente, in cuore; non vedeva se non suo figlio, non tremava se non per suo figlio. Ma invece a lui, proprio a lui, che cosa doveva importarne del marchesino Stefano?... nulla!...—E dietro a quel ragazzaccio cincischiato e stupido, e senza cuore, tutto il ritratto del marito di Angelica, gli appariva la figura esosa del Barbarò, dell'onnipotente Barbarò, che con una manciata d'oro gli portava via la sua donna, la sua amante... come quell'altro, tanti anni prima, gli aveva portato via la sua fanciulla, la sua sposa... sempre debole, sempre incapace di resistere, sempre pronta a sacrificarlo, prima a suo padre, ora a suo figlio. E in quel subbuglio di memorie e di passioni la bellezza di Angelica, fremente e anelante di dolore, anzichè commuoverlo e intenerirlo, trasformava in un impeto improvviso e cieco di odio tutto il suo grande amore.

Angelica aveva mentito; non era vero che fosse tutta sua come essa gli aveva giurato, come egli voleva sempre che gli giurasse! E nel suo cuore le faceva una colpa della sua debolezza, una colpa del suo amore di madre, quasi una colpa anche di ciò che accadeva.

Perchè gli avea voluto raccontar tutto?... perchè gli domandava consigli?... oh, se avesse trovato quella proposta così assurda, impossibile, infame, come infame, impossibile, assurda era veramente, doveva respingerla subito, indignata; essa doveva imporre allo zio Diego di tacere, doveva scacciarlo... ma non doveva tornare al villino per farsi veder piangere, e per chiedergli consiglio!... Se lo domandava era perchè aveva già risolto in cuor suo di... di sacrificarsi. Ma perchè voleva sacrificarsi lei, aveva diritto di sacrificarlo lui, mancando a tutte le sue promesse?... Essa non ragionava più quando si trattava di suo figlio!... suo figlio era stato sempre tutto per il suo cuore!... lui... Andrea, lui era stato per lei l'ideale!... sì... l'ideale... ossia quasi niente!

—Rispondi!... hai capito?... rispondi!...—soggiungeva intanto Angelica stringendogli forte le braccia colle mani nervose, e scuotendolo.