Soltanto quando furono presso al villino Angelica domandò con voce bassa, senza voltarsi:

—Viene stasera?

—È inutile,—rispose l'altro.

Angelica entrò nel cancello. Andrea, senza stringerle la mano, la salutò con una grande scappellata per via del fattore e del giardiniere, ch'erano nel cortile. Poi tirò dritto, e a due passi dal villino, visto il cappellano col quale era solito scherzare, si fermò anche allora, a fare il chiasso con lui.

Ma più tardi, quando capitò a Nuvolenta, cominciò a strapazzar tutti, e buttò all'aria piatti e bicchieri perchè la zuppa era salata, il vino inacetito e il pane duro.


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XIII.

Andrea era rimasto tanto sbalordito dal colpo ricevuto che, come Angelica a Milano, non aveva avuto tempo di sentire l'acutezza del dolore.

Capiva che cosa stava per perdere? Capiva che cosa sarebbe stata la sua vita senza Angelica?... E capiva che la perdeva interamente e per sempre?