Allora, vedendola appena, la sua febbre, la sua smania, la sua contentezza, i battiti stessi del suo cuore si arrestarono di colpo, e gli ritornò tutta l'amarezza di prima e la gelosia fredda e sdegnosa.


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XIV.

—Ancora in piedi, marchesa?...

—Sì, ti aspettavo; sarei rimasta qui tutta notte ad aspettarti; ero sicura che saresti venuto.

—Potevi anche scrivermi.... come facevi sempre.

Angelica non rispose nulla; aprì adagio il cancello perchè non cigolasse, e Andrea entrò. Essa pareva disfatta; aveva un semplice abitino di percallo bianco stretto alla vita da una cintola di pelle, e si era buttato sulle spalle un grande sciallo bigio di lana. Non piangeva più: dagli occhi infossati, dal viso smunto, dalle labbra smorte e gonfie, pareva non avesse più lacrime. I capelli snodati le cadevano a ciocche sulle spalle, mentre l'umidore della sera aveva ammolliti e stesi i riccioli della fronte.

—Entriamo in casa: ho freddo!—e si strinse nello scialle con un tremito. Poi, toccando appena il braccio di Andrea,—faccia piano,—gli disse,—la mia gente è tutta a dormire, e ho detto di essere andata a dormire anch'io.

Angelica camminò innanzi; Andrea le tenne dietro in punta di piedi, per non far rumore sulla ghiaia.