—Brava Donna Lucrezia!... e i più pitocchi, sono i milionari!...
Ma la collera di Donna Lucrezia non si sfogava abbastanza cogli epiteti ingiuriosi, e un giorno, conversando col suo nuovo amigòn, cominciò a profetare un cumulo di sventure sul capo di "quel mostro."
—Adesso trionfa il nobile-commendatore-portinaio, ma,—la gioia dei mortali,—caro Bepi,—è un fumo passeggier!—Alle mie supplicazioni, alle mie lettere, alle lettere di una Balladoro la quale oltre al resto, nò fasso per dir, ma sa scrivere con un fiatin più di grammatica, non si è degnato nemmeno di rispondere.—Lù!...—e Donna Lucrezia cogli occhietti spelati fiammeggianti, curvandosi e allungandosi col braccio e l'indice teso pareva volesse trafiggere il Barbarò in effigie,—lù!... quel... spion!... Lù... che con un detto solo, potrei distruggere dalle fondamenta!... Lui, che dovrebbe tremare ad un mio cenno! Ma il giorno della punizion sta per spuntare, caro Bepi, e deve essere un terremoto da far spavento!...
Il Micotti, approvando con cenni del capo e con sorrisi, soggiunse alla sua volta:—Già... con questo matrimonio, non s'è messo sulla buona strada per aver pace!
—Noe, noe, caro Bepi!... È uno spropositon grosso come una casa!...—Ciò detto, Donna Lucrezia spalancò di più la bocca, alzò la faccia a guardare il soffitto, e poi fece un lungo starnuto che echeggiò nella stanza. Amante com'era della pulizia, si era raffreddata, lo avea detto poco prima al Micotti, a star tutta la mattina sguazzando nell'acqua fresca.
—Del resto,—continuò dopo un momento,—il vostro principale non lo fa per amore, ma per sfogare il suo caprizio, e soddisfare la sua ambizion. Una Collalto, una Castelnovo, una mia cugina, è sempre un gran partito anche senza dote, e in tal modo il signor Barbetta riesce a consolidare la sua nobiltà taccada co la spuazza! Ma allegri, Bepi, che quel... Bucefalo, non solo è come si dice predestinato, ma è anzi anticipato.—Sicuro; e parlo... perchè posso parlare: mia cugina, la futura madama Barbetta, avrebbe potuto aiutarmi presso quel bell'amorin del suo sposo, e invece niente! dimenticandosi per altro che ho in mio potere tutti i suoi segreti. Già, in quel tempo, mi mettevo una mano sul cuor e chiudevo un occhio: si sa bene, alla passion, tesoro mio, non si comanda. Ma adesso no, non la stimo più!... darsi in braccio per il solo interesse a quel satiro impatinà!
—Peu!—e Donna Lucrezia sputò per terra,—che schifezza!
—Ha una trentina di milioni...—osservò il Micotti con un ghignetto malizioso, che doveva aver imparato dal suo padrino.