—Una trentina di milioni!—strillò la vecchia indispettita;—non saranno tanti quanti dicono!... e poi, fossero anche, tutti i tesori di quel vecchio bavoso, nò i me fa gola, e lo posso dichiarare altamente, perchè il vostro principale aveva posto gli occhi anche sopra di me,—sicuro!—ma mi, gnaffete!—e così dicendo Donna Lucrezia, che si era messa la mano aperta col pollice sulla punta del naso, la richiuse agitando le dita in fretta.—Mi nol me cuca; e gli ho subito risposto che con tutti i suoi milioni mi faceva angossa!... Noe, noe, noe!... io non sono di buono stomaco come mia cugina!.. e poi, per piacere a me bisogna avere qualcosa qua dentro,—e si battè la fronte,—un pocheto de talento insomma, se no,—no...—e corocochè!...
—Eh capperi, si sa bene: letterati e maestri!—esclamò Beppe Micotti e, tanto per ridere, fece l'atto di volerla abbracciare.
—Giù le mani!—esclamò la vecchia alzando l'indice minacciosamente. Ma fu un lampo solo di collera, che lasciò la nobile signora più affabile e più confidente.
—Dite un po', vecio mio, che cosa contate di fare quando avrete lasciato il servizio?...
—Eh!... Me ne andrò via da Milano.
—Oh povareto; me ne dispiace proprio tanto!
—Andrò a Napoli....
—Così lontan?—esclamò ancora flebilmente.
—Ho concorso all'appalto di un'esattoria.
Beppe Micotti diede quest'ultima notizia senza alcuna importanza, ma gli occhietti della vecchia tradirono di subito una viva inquietudine, e continuò per un poco a stringere e a muovere dentro la bocca chiusa le gengive vuote, prima di rispondere.—Ha concorso all'appalto di un'esattoria?—pensava fra sè;—e il danaro occorrente come lo aveva trovato?—che il Barbarò non voglia comparire nell'affare, e la collera e il disgusto non sia altro che una finta delle solite?—Allora ebbe paura di essersi spinta troppo oltre nel dir male del Barbetta; e infatti, in queste sue supposizioni, non era andata molto lungi dal vero.