—Le lacrime delle donne,—diceva Don Pompeo quando si sfogava su tal proposito col marchese Diego,—sono come il pepe nella minestra: un po' la rende più gustosa: troppo, secca, e va a traverso!...
E oltre alla passione, così presto svanita, nemmeno il suo amor proprio aveva di che esser contento. Dopo tanti anni di desideri e di sospiri, dopo tanti e tanti ostacoli che avea dovuto combattere e vincere, si era trovato... colle pive nel sacco. Invece di rapire l'innamorata al proprio rivale, lui, buonuomo, aveva sollevato l'altro da un peso. E che peso!...
In fatti, Andrea Martinengo si era messo quasi subito a far la corte, con buon successo, alla contessa Florio... e il Barbarò, ch'era stato dei primi a saperlo, andò in bestia contro la moglie, maltrattandola, e dicendole ogni sorta di villanìe, come se essa l'avesse messo in mezzo.
Non poteva più vedersela dinanzi, con quel muso sfatto da moribonda!—se c'era pranzo, levava l'appetito ai comensali; se c'era una festa, la rendeva un mortorio: era una donna insopportabile!—Lui l'aveva sposata per fare il galantuomo fino all'ultimo;—ma costava d'essere galantuomo!... eccome se costava!...—Per il nome, per il titolo non l'aveva sposata davvero!... non aveva da far altro che scegliere, e gli avrebbero dato anche una duchessina di diciott'anni, bella come il sole!—E per di più avea da pagare debiti sopra debiti a quello scimmiotto del figliastro: ma avrebbe pensato lui a farlo rigar diritto; gli voleva assegnare un tanto al mese, e se spendeva di più, lo avrebbe costretto a dar le dimissioni, e lo avrebbe relegato a Villagardiana, a fare il contadino.
Già... lui era un uomo di cuore, e non voleva togliere ai propri figli, per dare agli altri: la sua discendenza l'aveva, erano i figli di Giulio e della Mary. Quelli lì erano Barbarò di Panigale autentici; erano la seconda generazione dei nobili di Panigale!...—E Pompeo, voleva molto bene davvero ai suoi nipotini; era forse il primo affetto sincero, che gli fosse spuntato nel cuore. Amava l'ultimo specialmente, che aveva nome Pompeo, che assomigliava alla Mary, ed era bello come un amorino. Tutti dicevano al Barbarò che era lui, nato e sputato, e il nonno trovandosi grazioso nel visetto del piccolo nipote, se la godeva.
Don Pompeo, quando non aveva pranzi di gala, o ricevimenti, quando non era a qualche Banca, quando non era a Roma, finiva col passar tutto il suo tempo nel quartiere della Mary, dove, con quei ragazzi, c'era più vita, e più allegria: e così Angelica riusciva ad ottenere l'unico bene che potesse desiderare: quello di morire in pace. Non vedeva più nessuno: nemmeno lo zio Diego non veniva quasi più a vederla, perchè gli faceva troppo pena; la Mary passava spesso da lei, ma eran visitine corte; aveva tanto da fare!... entrava dappertutto: asili infantili, visite all'ospedale, fondazione delle piccole suore, feste e fiere di beneficenza: poi le caccie a cavallo, poi le corse a Castellazzo, poi le regate, poi le recite: non aveva un minuto libero. E con tanto da fare stava sempre bene, anzi se s'ha da dire, fin troppo bene. Le sue fattezze si facevano alquanto pienotte, le forme si arrotondavano; la voce e il riso non avevano più lo squillo argentino d'una volta; Giulietto peraltro non se ne accorgeva: il suo amore per la moglie cresceva ogni giorno, come lei e più di lei.
Anche rispetto ai pranzi e alle feste Angelica aveva un po' di tregua: Don Pompeo, pareva li avesse sospesi per il momento, aspettando miglior occasione.
Una delle ultime feste, anzi l'ultima forse alla quale avea assistito Angelica, era stata più che altro una cerimonia di gran parata: le deputazioni dei Luoghi Pii che avevano avuto il mezzo milione, e che avevano in benemerenza decretato una medaglia d'oro con una pergamena miniata al Barbarò, dovevano recarsi in pompa magna a fargliene la presentazione; e quindi ci sarebbe stato un gran rinfresco.
—Patti chiari,—avea detto Don Pompeo alla moglie, annunciandole quella grande solennità,—non ci vogliono smorfie, nè deliqui: ti domando di star bene per un paio d'ore soltanto!... dopo, se ti accomoda, potrai tornare a star male quanto vorrai. Ho telegrafato a Stefano perchè venga anche lui. Tu sciogli la lingua, mi raccomando: prima puoi farti fare una puntura di morfina, per esser sicura di star bene. E ricordati di metterti in gala: ti darò i finimenti di lusso.