—Chi bisogna attaccare e svergognare—gridava l'avvocato Gian Paolo—più ancora del Moderatore, più dello stesso Barbarò, è l'Associazione Costituzionale, che non dà segno di vita, che non si prepara alla lotta!
—Bisogna scrivere contro il governo, che, pur di guadagnare un voto, appoggia i ladri e gli usurai!—esclamava un altro.
—Lasciate fare a me!... Lasciate fare a me!... Sono vecchio del mestiere!... Non ho bisogno di consigli! La tromba d'Israello suonerà un'altra volta, non dubitate, sotto le mura di Gerico; ma se adesso non fate silenzio e continuate a intronarmi la testa, vi faccio saltar dalla finestra, in parola d'onore!
—Sarebbe tempo!—mormorò la signora Apollonia, avvicinandosi di nuovo al direttore e mettendogli il fazzoletto nella tasca di dietro dell'abito.
Era subentrata un poco di calma: Salvatore Cammaroto saltò giù dalla seggiola e spiegò il disegno che aveva in testa alla sua signora.
—Prima di sciogliere le campane, bisogna star a vedere se l'Associazione Costituzionale e il grande partito moderato vorranno poi accettare il verbo dello Zodenigo....
—Il partito moderato?—brontolò l'avvocato Gian Paolo.—Un branco di pecore!... La Costituzionale? Un'accademia!
—Bisogna mettersi d'accordo con tutte le associazioni liberali e democratiche—continuò il Cammaroto, cercando cogli occhi Peppe Casiraghi, e senza badare affatto al Serbellini;—bisogna guadagnar terreno a Panigale, nel cuore del collegio, nel tabernacolo dei nostri nemici!... bisogna far lega cogli altri giornali del partito, per un'azione comune: bisogna in fine raccogliere tutti i nostri suffragi sopra un candidato di valore... da contrapporre al candidato dei valori....
—Bene!