Pompeo si sentì tremar le gambe e si appoggiò con una mano allo scrittoio.

—La vostra rinuncia... ora... sarebbe la più esplicita conferma delle voci che corrono.... Certo... se io avessi saputo... se avessi potuto supporre... non vi avrei certo consigliato un passo simile....

A questo punto la freddezza dello Zodenigo che fissava cogli occhi immobili il Barbarò diventava aspra... quasi minacciosa.

—Facciamola finita!—balbettò allora Pompeo con voce soffocata, ma pure con un certo piglio di risolutezza che gli era dato dalla disperazione,—facciamola finita... sono nelle vostre mani... accetterò tutte le vostre condizioni!

Lo Zodenigo tornò a soffiare chiudendo le palpebre e stirandosi sulla poltrona.

—Prendete una seggiola, caao cavaliere.... Prendete una seggiola e accomodatevi.

Pompeo accasciato, avvilito, prese la seggiola che gli era stata indicata e sedendo e guardando a sua volta lo Zodenigo con una espressione supplichevole, balbettò sospirando:

—È un anno terribile, questo, per me.... Mi sono anche rovinato mezzo coi fondi turchi.

L'altro sorrise storcendo le labbra: "Diamine! quel furbacchione del sor Pompeo piangeva miseria per poter lesinare sul prezzo!"