—Sia di chi si sia, è certamente un articolo molto destro.
—Bisogna rispondere subito, Salvatore?
—E senza pietà, senza misericordia!
—Bisogna dar fuoco alla miccia, e tirare le prime cannonate,—esclamò, alla sua volta, Peppino Casiraghi avvicinandosi alla signora Apollonia la quale, più che mai imbronciata, aveva un bel brontolare che il direttore non aveva bisogno di consigli e che bisognava lasciarlo in pace: nessuno più l'ascoltava. Volevano che Salvatore si mettesse subito a scrivere la risposta.
Il Cammaroto, in tutto quel tempo, avea seguitato a camminare su e giù per lo stanzone, meditabondo, con la testa bassa, senza mai dire una parola.... A un tratto si avvicina allo scrittoio... prende un telegramma da un mucchio di lettere e di giornali, lo incolla sopra un foglietto di carta e vi aggiunge in fretta, e restando sempre in piedi, alcune righe.
—Leggi questo, Polonnì!—disse poi quando ebbe finito di scrivere, rivolgendosi alla moglie. E mentre tutti gli altri circondavano curiosi la signora Apollonia, egli tornò a passeggiare su e giù come prima, fregandosi forte le mani, per calmare i nervi.
Il telegramma era di Francesco Alamanni che dichiarava di accettare l'offertagli candidatura, "pronto sempre a sacrificare i propri ideali sull'altare della Patria, finchè rimarranno incompiute la sua indipendenza e unità."
"A tali nobilissime parole, che valgono assai più di qualunque programma," aveva scritto sotto il Cammaroto, "noi non ci sentiamo core, per oggi, di aggiungere nulla di nostro. Sarebbe un scemarne l'impressione forte e serena.... Ci sembrerebbe di commettere un sacrilegio.
"Solamente a quel furbo pazzerellone del Moderatore, che alternando i bons-mots colla perfidia, accusa noi di fare della rettorica per aver campo di sparare i suoi razzi da fiera.... e da mercato, rispondiamo, nella prosa più modesta, che gli scudi sui quali porteremo e coi quali difenderemo il nostro candidato, il candidato dei liberali onesti (diremo così per segnare nettamente le due linee di battaglia) non saranno mai gli scudi... da cinque lire!..."
Da questo momento, come si vede, la lotta che si era accesa a Milano per la conquista di Panigale si faceva più viva fra due soli combattenti: la Colonna di fuoco e il Moderatore. Gli altri campioni pareva che stessero a vedere.