—Sì, Angelica mia, lo sapevo!—mormorò la fanciulla abbracciando la cugina con un abbandono, con un languore inesprimibile, e sospirando, facendosi pallida.
—Mary, Mary!... è proprio per me questo bacio?—domandò Angelica sorridendo.
—Questo... è proprio per te!—rispose la Mary dandogliene un altro.
Angelica ricevendo quel nuovo bacio si fe' pallida alla sua volta; rispose alla stretta della fanciulla con un tremito di tutto il corpo, e anch'essa sospirò, profondamente. Poi, come volendo scacciare il nuovo pensiero che si era impossessato di lei, si sciolse dall'abbraccio e le domandò con tono più grave:
—Ma... e tuo zio?... Che pensi di fare?...
—Giulio ha in animo di lavorare, di crearsi uno stato indipendente, e appena sarà possibile ci... ci sposeremo. Lo zio, del resto, conosce benissimo le nostre intenzioni.
E la Mary riferì alla marchesa Angelica il colloquio avuto a Nizza con Francesco Alamanni.
—Lo ami tanto?...—domandò Angelica quando la fanciulla ebbe raccontato ogni cosa.
—Oh sì, Angelica... tanto!