—In che cosa vi posso servire?—ripetè il Cammaroto.
—Ma, si vorrebbe...—e il capitano Redaelli accennò alla signora Apollonia seduta immobile e imbronciata, come un idolo indiano, accanto al direttore.—Si vorrebbe parlare con lei... da soli....
—Parlate pure: non uso aver segreti colla mia signora!
I due padrini fecero un secondo inchino, e il Redaelli accennò al Casiraghi che, ficcata la penna dietro l'orecchio, e appoggiata la spalliera della seggiola contro la parete, s'era messo tutto comodo, e col muso in su per sentire.
—Parlate pure: non uso aver segreti coi miei collaboratori!—ripetè il Cammaroto.
Allora il capitano Redaelli, mentre il suo compagno rimaneva muto, mostrò il mandato che avevano ricevuto da Giulio Barbarò per domandare una soddisfazione all'autore dell'articolo: Il candidato della disperazione.
Appena ebbe udito le parole "domandare una soddisfazione" Peppino Casiraghi ricominciò in fretta, e colla testa bassa, a correggere le bozze.
—Soddisfazione?... Soddisfazione, la dice?—si mise a gridare scattando la signora Apollonia.—Soddisfazione?! Il direttore ha usato del suo dritto di pubblicista!... O che, non ci ha da essere la libertà di stampa, non ci ha da essere?...
Ma il Cammaroto, alzandosi in piedi maestosamente, e stendendo le braccia, impose il silenzio.