—Son le undici e mezzo.... Sono i tre quarti.... Son presto le dodici!—diceva ogni momento Peppino Casiraghi, che pareva avesse l'argento vivo addosso.—Ormai può star sicuro, direttore, che non vien più nessuno!... Vuole che faccia io una corsa, per chiamare l'avvocato?
—E che ci deve pensar lei, in tutti i modi?... Lasci un po' stare!...—borbottò la signora Apollonia, stizzita.—Ha una gran smania, lei, di far ammazzare la gente!...
—Non arrabbiarti, Polonnì!... Peppino ha ragione. In queste faccende non bisogna ridursi all'ultimo momento, col pericolo, magari, di non trovar più nessuno!...—esclamò il Cammaroto alzandosi e cominciando a spolverarsi le scarpe rotte, col fazzoletto turchino.—Adesso anderò io stesso in cerca di Gian Paolo nostro. Se non è venuto, vuol dire che avrà da fare, e lo troverò ancora allo studio.
E dalle scarpe, col medesimo fazzoletto, passò a spolverarsi il cappello. Poi, dopo aver fatte alcune raccomandazioni, per il giornale, a Peppino Casiraghi gli voleva affidare, per quel tempo che sarebbe rimasto assente, anche la sua signora, ma questa,, che s'era messa ad aggiustargli il nodo della cravattina bianca, e a levargli qualcuna delle frittelle più vistose dell'abito, non ne volle sapere.
—Come?... Anche lei, sora Apollonia, vuol andare in cerca dei padrini?
—Sicuro, gua'!... E non mi tiene nè manco un reggimento di soldati!
Salvatore, con un sorriso di tenerezza indulgente, voleva persuadere la moglie di attendere il suo ritorno in ufficio, promettendole che le avrebbe riferito tutto esattamente, ma non ci fu verso. La signora Apollonia gli cacciò il fazzoletto in tasca, il cappello in testa, se lo prese sotto il braccio e uscirono insieme, per quanto Peppino brontolasse che la cosa era sconveniente e contraria a tutte le regole della cavalleria.
Il direttore, dunque, e la sua signora, si avviarono direttamente, prima di tutto, allo studio dell'avvocato Spinelli. Ma allo studio l'avvocato non c'era; e non c'era un'anima. A forza di sonare venne una donna sulla scala, col grembiale bianco e la cuffietta, la quale non potè trattenersi dal sorridere vedendo il cappellone smisurato della signora Apollonia, e rispose, come aveva ordine di rispondere sempre a chi veniva in cerca del padrone:
—Il signor avvocato è al Tribunale.
—Ci credo poco al Tribunale!—mormorò la signora Apollonia quando furono in istrada.