—Impootantissimo,—rispose lo Zodenigo seccamente, e col tono di chi intende spicciarsi.—Prima di tutto, ditemi, non avete fatta parola dell'accaduto...—e strizzò l'occhio—al compare di là?
—Il maestro Forapan,—proruppe Donna Lucrezia risentita,—è un gentiluomo di garbo! Uno che...—ma si fe' forza, si contenne, e sottolineando le parole,—uno di quei pochi nobili de cuor,—continuò,—in cui una donna pol ancora fidarse sicura che nò i lassa drio de lori "l'amaro fior del disinganno!" Tuttavia siccome il segreto non mi appartiene, basta così: non sono una piavola.
Lo Zodenigo le fece su ciò i suoi complimenti, soggiungendo che era venuto appunto per raccomandarle, a nome del signor Barbarò, il segreto più assoluto. Quindi con destrezza rara di diplomatico, un po' lusingando la Balladoro, facendole intravvedere quanto il cavalier Pompeo le si sarebbe mostrato riconoscente; un po' spaventandola, e minacciandola, che in tutti i casi, visto la guerra di coltello che si faceva, avrebbe ricorso a qualunque spediente pur di non avere la peggio, anche a quello di pubblicare, occorrendo, i documenti conservati dal cavaliere, come ricevute ed altro, le fece scrivere e firmare una lettera diretta a lui medesimo. In essa Donna Lucrezia, protestando contro l'infame accusa lanciata a danno di Pompeo Barbarò, dichiarava ch'egli era sempre stato fedele e devoto alla famiglia Alamanni; che la signora Lucia e Giulio Alamanni avevano sempre riposta in lui fiducia sconfinata, e che, in fine, Pompeo Barbarò, in tutti quegli anni, aveva sempre tenuta la signorina Mary in conto di figlia, e come tale protetta e sorretta. Lo Zodenigo aveva suggerito soccorsa, ma la parola era sembrata troppo bassa alla Balladoro.
—Giuratemi... per quanto nei vostri giuramenti non ci possa più credere,—esclamò la vecchia, mentre consegnava il foglietto al professore,—giuratemi di non pubblicare questa lettera sul Moderatore, in nissun caso, e di farla vedere soltanto al Comitato Elettoral di Panigale!...
—Non dubitate!... Non dubitate!... Ne useremo appena in un caso estremo!—E così dicendo, chiusa la lettera nel portafoglio, lo Zodenigo se ne andò grave e composto, lasciando i saluti per il maestro Forapan.
Il giorno dopo, la dichiarazione di Donna Lucrezia era stampata tutta intera nel Moderatore, e in prima pagina, con un cappello della direzione, in cui era detto soltanto che mentre il cavalier Pompeo Barbarò si riservava di procedere a termini di legge contro la Colonna di Fuoco, il Moderatore, pur tenendo apocrifo il dispaccio attribuito a Nicola Mazza, pubblicava, per edificazione del pubblico la lettera di una strettissima parente di Giulio Alamanni, Donna Lucrezia Balladoro, una di quelle nobilissime gentildonne, il cui eroico patriottismo aveva inspirato i più bei canti dell'Aleardi; ed annunziava pure come "una primizia certo assai gradita ai lettori" la lieta novella del matrimonio di Giulio Barbarò colla signorina Maria Alamanni.