—Bugiardo!—gli gridò in faccia la signora Maddalena colla voce strozzata, poi, come mossa da un'improvvisa risoluzione:—Venite con me—gli disse, e si avviò al solito bugigattolo: fece entrare Giacomino per il primo; essa lo seguì e chiuse l'uscio.

—Tu fai debiti—gli disse, accostandogli la bocca al viso e quasi bruciandolo con una vampata di fiato.

—No, mamma—balbettò l'altro un po' scosso.

—Tu fai debiti; non negarlo, io lo so. Da un pezzo me ne sono accorta. I tuoi vestiti li fai rifare, stringere, accomodare. Dove trovi i quattrini? E le cravatte?—E così dicendo, preso Giacomino per il nodo della cravatta, lo scoteva, lo stringeva così forte da soffocarlo.—Tutti i giorni hai una cravatta nuova. Chi ti dà i danari? E questo… balocco? e mostrava il porta-sigarette—costerà almeno una cinquantina di lire. Com'è che si trova nelle tue saccocce? Io denaro non te ne do, tuo padre non può dartene, perché non ne ha: dunque, o rubi o prendi la roba senza pagare, che fa lo stesso. Ti conosco, mascherina. Tu non sei come i tuoi fratelli, tu, tu—e nel crescendo di quel tu, misto alla collera, alla minaccia pareva ci fosse dell'astio, perfino dell'odio.

Giacomo sentì tutto ciò. Nel viso alterato della madre non vide nessuna espressione di bontà, di affetto; diventò ancor più smorto, balbettò qualche parola sconnessa, poi, di colpo, scoppiò in un pianto dirotto.

Alla vista di quelle lacrime, la signora Maddalena, invece di placarsi, parve anche più inviperita: chissà? quelle lacrime le ridestavano forse a suo dispetto un senso di pietà e di rimorso in fondo al cuore.

—Coccodrillo—borbottò. Poi, credendolo vinto, fece l'atto di mettergli la mano in tasca.-Fuori il ritratto.

—No: questo no!—rispose il ragazzo, ridiventando uomo a quella minaccia: non piangeva più, e aggrottava a sua volta le ciglia, guatando la madre cogli occhi torvi.

La signora Maddalena sogghignò beffardamente.

—Un'amante!… E non hai ancora vent'anni! Debiti, giuoco, perché so che vai anche a giuocare al caffè Biffi, alla birraria Nazionale. Debiti, giuoco… e donne. Tu sei di quelle buone lane che mandano in malora le famiglie, che divorano i patrimoni. Ma questo non deve essere, questo io non voglio che sia, per tuo padre, per i tuoi fratelli e per me. Nè colle buone, nè colle cattive, nè da bimbo, nè da ragazzo, nè da uomo, ho mai potuto farti perdere un solo dei tuoi vizi. Ti ho battuto, persino; peggio che peggio! Non hai sentito nè l'amor proprio, nè le botte. Ma non si deve andare avanti così. Guardami bene, e non mi far perdere la bussola, e non farmi diventar matta. È un caso di dovere e di coscienza: o accetti la mia proposta… o so io ciò che farò.