Mentre la ragazza scendeva a precipizio la scala, Giacomo, rimasto solo, dette in una risata.

—Comincia a trovarci gusto a civettare. Scommetto che son tutte malizie per parer più donna che non sia: sotto i capelli, certo ci deve metter del crespo.

E mentre il ragazzaccio, già corrotto, dai baci, e più che dai baci, dal tradimento di Fanny, non indovinava, nè capiva nulla nel pudore verecondo della povera ragazza, questa sognava e spasimava tutta sconvolta e fremente per una inopinata e dolcissima speranza.

Finalmente egli l'aveva guardata!… Era riuscita finalmente a farsi guardare! Aveva vinto lei! Sì, aveva vinto, a forza di pazienza, di ostinazione, di tenacia: ma già non pensava a resistere. La dedizione del suo cuore era intera; voleva essere amata, non altro, pronta ad abbandonare in contraccambio tutta sè stessa, la sua giovinezza, la sua vita.

Sola, sola, tardi, nella sua cameretta, essa vegliava e si tormentava.

Le voleva bene?… Cominciava a volerle bene?… Aveva vinto, aveva vinto lei, dopo tante ansie, dopo tante angoscie, dopo aver patito il suo disprezzo, la sua ironia, il suo odio, dopo averlo visto innamorato di un'altra, pazzo per un'altra, tutto d'un'altra. Ora egli l'aveva guardata, con quegli occhi belli, vivi, acuti, penetranti. L'aveva guardata amorosamente, appassionatamente; e anche lei sentiva il fascino di quel sorriso che mostrava i denti bianchi sotto i baffetti biondi.

—Sì, sì; era sicura; piaceva a Giacomino, gli occhi di lui erano pieni di baci… e la fanciulla si buttava sul suo lettuccio, affondando il viso nel guanciale come per riceverli tutti.

Poi fece uno sforzo, si rizzò e cominciò a spogliarsi, ma con lui sempre in mente. Appoggiata alla sponda del letto, stette un pezzo a guardarsi i piedini nudi. Aveva ragione Giacomo, erano quelle scarpacce che li sformavano. Oh, ma il giorno dopo avrebbe fatto una scena allo zio: Voleva gli stivaletti alti così!

Poi, prima di coricarsi, corse al cassettone e, avvicinato lo specchietto, si sciolse tutti i capelli, se ne riempì le mani, e, chiusi gli occhi, prese a baciarli bisbigliando:—Sono tuoi, sono tuoi, prendili, sono tuoi.

Giacomo, da quella prima sera, non lasciava più in pace la Cammilla: la cercava, le correva dietro per le scale, la seguiva negli andirivieni degli stanzoni del fondaco. Avevano insieme lunghi colloqui, fra le botti d'aringhe e i barili d'olio. Egli scherzava fissandola sempre collo sguardo acuto e malizioso, ridendo co' bei denti bianchi luccicanti sotto i baffettini biondi; e anche la ragazza lo guardava estatica, a lungo… arrossendo, impallidendo, tremando, palpitando. Ma ogni giorno essa diventava più florida e più bella, come un fiore levato dall'ombra e messo al sole. Ogni giorno essa diventava più elegante, più flessuosa nel suo povero abitino, le sue industri manine parevano affinate dall'amore e il tic-tac degli stivaletti nuovi faceva risonare nel vecchio fondaco buio una nota insolita di gioventù e di gaiezza femminile.