Che aveva scherzato?… che aveva fatto per chiasso?… E lei, che cosa avrebbe potuto rispondere?—Se scherzavi tu, sapevi che non scherzavo io. Sapevi ohe ti davo, coll'anima, il mio sangue, il mio onore, e ti sei comportato con me, con la nipote di tuo padre, in casa tua, come con una servaccia d'albergo.
Ma che! la Cammilla non avrebbe risposto così, non avrebbe risposto niente; tutt'al più un singhiozzo represso, e sarebbe stato peggio.
Eppure, sì, bisognava spiegarsi, parlar chiaro, una volta per sempre.
Ma era ancora presto: poteva aspettare una meza'oretta. E continuò a passeggiare sotto il nevischio, col vento gelato in faccia, per le viuzze buie, diguazzando nelle pozze e affondando nel fango e nella neve. Finalmente, stracco e rifinito—non aveva ancora desinato; e la fame, senza che lui se ne accorgesse, gli raddoppiava l'uggia ed il freddo nelle ossa—si trovò, per caso, sulla piazza del Duomo, anch'essa, in quella prima ora della sera, deserta e melanconica sotto il vento e la neve. Soltanto attorno al Duomo le vetture da nolo ferme e nere, e i tram risonanti che passavano al trotto dei cavalli, pieni di ombre vaghe dietro i cristalli appannati… più oltre, sotto la galleria e sotto i portici, una lunga distesa di luce squallida, donde, tra le falde della neve, echeggiavano le vociacce degli strilloni:
—La gran vittoria degli Italiani in Africa!
Giacomino non attraversò la galleria, continuò a passeggiare fuori dei portici; nondimeno, pensando che sotto i portici c'erano il Biffi e il Savini, sentì quasi il tepore e il profumo dei cibi e si accorse che aveva fame. Ma non aveva un soldo in tasca; bisognava tornare a casa.
E il giorno dopo?… Sempre quella vita. Partire, per dove?… E poi suo padre non lo avrebbe lasciato partire.
Giacomo aveva notato il gran mutamento avvenuto nei rapporti fra il babbo e la mamma; e credendo di aver indovinato, spiegava tutto a suo modo: il babbo aveva avuto il gran coraggio dei disperati, aveva messi i piedi al muro perché la cambiale fosse pagata e Giacomino non fosse imbarcato, tantoché la mamma aveva dovuto finire col baciar basso.
—La gran vittoria degli Italiani in Africa!
Il vento si era fatto più forte e più gelato, e Giacomo non poteva più andare avanti. Si calcò il cappello in testa perché non gli volasse via, e facendo una giravolta si trovò in faccia ad una donna cenciosa, che pareva una strega, con una cassetta di fiammiferi e di giornali appesa al collo.