No, no, no; il povero ragazzo non avrebbe mai potuto dimenticarla.

Intanto Giacomino, coi distintivi di caporal maggiore sulla giubba di tela e coll'elmetto dei soldati d'Africa, destava la meraviglia dei commessi, dei fattorini, di tutta la gente del fondaco. Colle mani in tasca e colla sigaretta in bocca, battendo a terra la punta del piede in atto di spavalderia soldatesca, raccontava i fasti del quartiere, come aveva saltata la barra, come aveva risposto a tono al tenente, come avrebbe fatto in Africa e tornando d'Africa a passare in cavalleria, perchè, già, non voleva rimanere a lungo fra i pista pauta.

No, non era più Giacomino: come si era mutato in quei tre mesi!

Aveva perduto l'aspetto fanciullesco e l'umore allegro, aveva perduto quell'ingenua freschezza che rendeva simpatiche anche le sue mariuolerie. Sogghignava, invece di sorridere, e la bocca giovanile, coi denti bianchi sotto i baffi impeciati, puzzava di acquavite; nel parlare, mischiava un po' di piemontese a un po' di napoletano, e mentre Temistocle ammirava la sua daga e Gian Maria si provava l'elmetto, egli seguiva con l'occhio freddo e indifferente ogni passo della Cammilla per essere pronto a schivarla se gli fosse venuta appresso.

—Com'è diventata secca!—Accidenti!—E che naso!

Il signor Daniele, sempre più agitato e affannato, girava attorno al figliuolo; gli si accostava, lo chiamava; voleva pigliarselo lui una buona volta, lui solo, tutto per sè. Era l'ultimo giorno, le ultime ore, erano gli ultimi momenti! Gli voleva parlare, voleva sapere tutte le sue intenzioni, voleva che Giacomino gli aprisse il suo cuore.

—E se fosse pentito di andare in Africa?

Gli fé cenno col capo: poi gli battè sulla spalla.

L'altro non gli badava, nè si moveva, sempre beato di farsi ammirare da tutto il fondaco. Daniele aspettava che Giacomino avesse finito; rideva anche lui cogli altri; ma soltanto a fior di labbra. Aveva bisogno di star solo con lui, ma non osava interromperlo.

No, non era più il suo Giacomino; non era più quello di una volta; adesso era diventato più alto, più forte, più bello; si era fatto uomo e il signor Daniele si sentiva intimidito dalla sua divisa, dal suo gergo soldatesco, dal suo piglio di spaccamontagne.