—Ma lei?… Lei, chi?—continuava l'altro a ripetere, a domandare.—Lei?… Chi?

Il signor Daniele appoggiò tutta la faccia sul capo del figliuolo, e gli bisbigliò nei capelli con un lungo sospiro, con tutto lo strazio del suo cuore.

—La signorina… la signorina Fanny.

—La cavallerizza?…—La generalessa?—esclamò Giacomino con una gran risata, sciogliendosi vivamente dalle braccia del babbo.—Ma non sai…—E stava per raccontarne una molto bellina al babbo: stava per dirgli che monsieur Richard non era mai stato monsieur Richard, cioè che non era mai stato il fratello di sua sorella, quando ad un tratto fu interrotto dalla voce squillante della signora Maddalena che lo chiamava nello scrittoio.

—Vengo, mamma!

Giacomino si avviò, ma poi, vista la Cammilla, tornò indietro girando fra i barili e le botti; ma la ragazza che stava in vedetta, gli andò incontro risolutamente e lo fermò.

—Mi ha chiamato la mamma—disse Giacomo duramente.—Lasciami passare.

Cammilla non si mosse; lo guardò fisso cogli occhi aridi, bruciati dalle lacrime.

Io, sempre.—Questo volevo dirti, e nient'altro. Io, sempre. Adesso va,—E sparì con un singhiozzo, mentre la signora Maddalena continuava a chiamare; Giacomino.

—Eccomi, mamma, eccomi!—ripetè il giovanotto, entrando in due salti nello scrittoio, e presentandosi dinanzi a sua madre ritto, impalato, come dinanzi al colonnello.