—Lì,—intimò la madre, facendolo sedere sul canapè per la seconda volta.

La signora Maddalena, che metteva in tutto l'aritmetica e accomodava tutto coll'aritmetica, anche i rimorsi e gli scrupoli, non voleva rinunciare al suo disegno. Giacomino, sposando la Cammilla, diventava nipote da una parte come era figlio dall'altra, e la signora Maddalena, facendo la somma delle parentele, degli affetti, degli interessi, dei diritti, ne ricavava un totale che la metteva in regola col patrimonio e in pace colla coscienza.

—Lì.—Quando poi il figliuolo si fu rimesso a sedere, essa, come faceva qualche rara volta, lo guardò spianando la fronte con grande compiacenza. Anch'essa lo accarezzò sui capelli, poi gli guardò a lungo la bocca bella, dai denti bianchi, e la baciò.

—Non ti dico di sposarla adesso. Hai tempo davanti a te. Quando torni, vuoi continuare a fare il militare? Puoi sposarla lo stesso. La Cammilla è di quelle donne rare, che si trovano sempre quando si vogliono, e non seccano mai. Poi avrà una dote grossa. A questa, se non ci penserà suo zio, ci penserò io. E tu, ricordati, starai male a quattrini, ne avrai meno de' tuoi fratelli, perché essi hanno il capo a lavorare, e tu a divertirti.

—Oh, mamma! io non ci penso a queste cose!

—Sicuro;—esclamò Maddalena, ridendo ironicamente del disinteresse, un po' altezzoso e sprezzante, del figliuolo.—Tu non ci pensi a queste cose, perché trovi sempre la minestra scodellata, e il babbo ti paga le cambiali.

—Allora, per tornare all'altro discorso, ti dirò che non ho nessuna intenzione di prender moglie.

—Adesso, ma fra qualche anno? E ricordati bene: se non vuoi quella lì, nessun'altra. Io, in casa, non voglio facce nuove. Quella lì la conosco; sposandola, faresti la tua felicità, la sua e la mia. E faresti il tuo dovere, perché colle ragazze non si scherza, signor mio. Ce ne son tante delle pazzarelle che non domandano altro che di rovinarsi; ma le ragazze a modo si rispettano, e quella lì poi… la nipote di tuo padre… Non l'hai vista, poverina? Che faccia! che occhi! Non fa che piangere.

—No, mamma—rispose Giacomino, diventando serio alla sua volta, con accento risoluto.—No. Avrò fatto male; ma farei peggio a sposarla. Le avrò dato un dolore; sposandola, la renderei infelice per tutta la vita. Io non voglio prender moglie. Voglio fare il militare. Ormai ci sono, mi piace, ci sto.

La signora Maddalena continuò ad accarezzare il figliuolo; era paziente perché capiva che in quelle cose lì, e con un tomo come quel suo ragazzo, non si può riuscire alla prima e ci vuol molta pazienza, dolcezza e persuasione.