—Fra un anno, fra due, fra tre; quando sarà. Per ora non le devi dir altro che una parola per consolarla, per rimediare alla tua condotta con lei, per mostrarti galantuomo. Oh, quella povera ragazza aspetterà, e anch'io, ti perdono tutto, anche questo capriccio maledettissimo dell'Africa e anch'io ti aspetterò più tranquilla, e mi farai proprio contenta, e ti vorrò molto più bene.
Giacomo rimase confuso e sorpreso da quella nuova effusione, da quella improvvisa tenerezza; non osava rispondere, non sapeva che dire.
La mamma singhiozzava! Sì; lo bagnava di lacrime, abbracciandolo stretto stretto, appassionatamente. Lo abbracciava così per la prima volta.
E Maddalena mormorava sotto voce, premendosi il capo del figliuolo contro le gote calde e molli di pianto:—Forse ti sarò sembrata ingiusta, cattiva certe volte; senza cuore. Ebbene, accontentami in questo; sposa la Cammilla, e vorrò più bene a te, molto più bene a te che a tutti gli altri.
—No, mamma; è impossibile—rispose Giacomo arricciandosi i baffetti scomposti. Parlava tranquillamente, senza nessuna commozione, da uomo che fa un ragionamento e nient'altro.
—No, mamma; colla Cammilla sarò stato imprudente, avrò avuto torto; ma ho scherzato, nient'altro: come ha scherzato anche la Cammilla del resto. Sposarla no,—e la faccia del giovanotto così dicendo diventava dura, gli occhi si facevan torvi; capiva di dover combattere contro l'amore di quella testarda, e combatteva accanitamente.—Sposarla, no; nè quella lì, nè nessun'altra; ma quella lì poi, meno di ogni altra. Sarà così, perchè è mia cugina, perchè l'ho sempre veduta, perchè non l'amo, perchè sento che non l'amerò mai, perché non mi piace, perchè…
—Perchè non hai cuore! Te lo dico io! Perchè non hai cuore!—interruppe Maddalena, frenando la voce per non farsi sentire nel fondaco, ma diventando livida di rabbia.—Sei un egoista senza cuore! Un vizioso, un mostro, una canaglia! Tutti, cominciando da.. quel balordo—si riferiva certo al signor Daniele—dovrebbero imparare da me a valutarti secondo i tuoi meriti. Vattene! Vattene! In Africa, in malora, a casa del diavolo! Va via!
E Giacomino, se ne andò; dopo qualche ora partì, chissà per quanto tempo, chissà per quanti anni; e partì sorridendo, sempre colla sigaretta in bocca, levandosela appena per ricevere i baci dell'addio, per asciugarsi le gote bagnate di lacrime, lacrime non sue, ma degli altri che lo baciavano piangendo.
Un momento solo fu lì lì per commuoversi, tornando il Giacomino d'una volta; e fu nell'abbracciare suo padre.
Il pover'uomo era così pallido, così disfatto… ed era sempre stato buono!