—Complimenti!… Servitor suo!—e guardava Giacomino per farsi coraggio.

E proprio lì, proprio in quel maledetto caffè Biffi, sempre per causa di quel diavolo scatenato, una bella sera egli aveva fatto la conoscenza, e aveva parlato la prima volta con madamigella Fanny. Cioè, parlato no. Egli si era contentato di dirle: bon soàr, madamoasèl, quando la signorina si era alzata per andar via. Ma intanto aveva cominciato col pagare il punch frappé… e dopo… dopo non c'era stato più rimedio.

—Se Maddalena venisse a saperlo!… Che finimondo!—E il signor Daniele, tremante, tornava a guardare verso il bugigattolo e l'uscio sempre chiuso. A poco a poco, l'oppressione, l'affanno gli toglievano il respiro.

Gli, pareva a volte che il casotto traballasse, che sua moglie ne scattasse fuori come una bomba, mettendo sossopra tutto il fondaco, tutta la via Lentasio, vomitando ingiurie e vituperi.

E il signor Daniele, riguardoso e delicato, soffriva in cuore suo, anche nel pensare alle brutte parolacce che senza dubbio avrebbero colpito ingiustamente quella gentilissima signorina, così piena di sentimenti dignitosi e disinteressati: con quel piccolo neo dietro l'orecchio, col collo d'avorio, sottile e trasparente nel cravattone rosso, e… e che, gli stringeva la mano con tanta forza da storpiargliela, dicendogli: mon cher ami!

—Babbo! Il Cartolari ha rimandato il conto! Ancora non va bene.

—Chiama Temistocle!… Parla colla Cammilla!

Aveva altro in niente lui che il Cartolari e i conti sbagliati! Seduto in un angolo buio del fondaco, tenendo sempre d'occhio l'uscio dello scrittoio, riandava nella mente tutta la storia di quel suo incontro colla signorina Fanny.

Una storia semplice, del resto e naturalissima nella sua… fatalità.

La signora Maddalena era andata a Lodi per affari, e non sarebbe tornata altro che il giorno dopo: erano in piena libertà… non c'era nemmeno il pericolo che la serva facesse la spia alla padrona, perché era stata mandata via su' due piedi. Il pranzo lo aveva preparato la Cammilla, e per stare allegri, invece del solito lesso e riso e rape, avevano ordinato maccheroni, polpettone, tortelli; ne avevano fatta una scorpacciata. Temistocle e Gian Maria russavano colla testa giù, sulla tavola. Il signor Daniele sonnecchiava, ma con una certa compostezza; Cammilla, accesa in volto, certo per il calor dei fornelli, rideva e scherzava con Giacomino… Dio santo! Non potevano continuarla così tutta sera, a divertirsi innocentemente?… Signor no! Giacomino, a un tratto, passa vicino al babbo, gli tocca il gomito, gli strizza l'occhio, fa l'atto di tirare un colpo colla stecca del biliardo: