—Ah, il giovinetto non era che suo fratello—continuava a pensare il signor Daniele, e guardava la signorina con maggior fiducia.

Quella madamigella era proprio… un bell'ometto!

La grazia femminile risaltava in lei maggiormente per il contrasto dell'abito. I labbruzzi procaci, bagnati dal punch frappé, parean foglie di rosa. Daniele continuava a star attento, a sorridere quando ridevano gli altri e a non capire. Gli pareva che parlassero di cavalli: certo dovevano parlar di cavalli. Giacomino ci prendeva tanto gusto! Giacomino andava matto per i cavalli! Certe volte rimaneva estatico persino dinanzi ai brum di porta Romana. E il babbo, dopo aver guardato con compiacenza il figliuolo, tornava a bere un sorso d'aranciata e tornava a rimirare la signorina. A un tratto egli arrossì, abbassò gli occhi. Madamigella Fanny aveva caldo, si era sbottonata, con una rapida scorsa della mano scintillante di gemme, tutta la giacchettina e lo splendore del gilet bianco aveva abbarbagliato il signor Daniele. Giacomo e gli altri parlavano proprio di cavalli. Figurarsi! Erano due cavallerizzi del Circo Stanislao.

Ma niente sottanino corto; «amazzone» e «alta scuola». Madamigella e monsieur Richard erano ricchi proprietari di una scuderia in Inghilterra, artisti per passione; l'ippodromo era uno sport.

Giacomino spiegò tutto questo al babbo, soggiungendo con calore:—E domani sera un gran debutto al Dal Verme!

Domani sera?…

Quel domani sera ricordò al signor Daniele il ritorno della moglie che aveva dimenticato. Il pover'uomo si rannuvolò, sospirò, e fece cenno al figliuolo che era tardi, era ora di tornar a casa.

Ma che! Giacomino faceva il bravo col suo francese!… già aveva sempre preso il dieci anche a scuola; e parlava persino coll'erre!

—Voi dovete essere—come si dice,—molto fiero di vostro figlio—esclamò ad un tratto madamigella Fanny, rivolgendosi a Daniele, sforzandosi di parlar italiano, e guardandolo per la prima volta con certi occhi neri e luccicanti che diventavano sempre più grandi.

Il babbo sorrise: chinò in fretta la testa arruffata e si accostò il bicchiere alle labbra per bere un altro sorso d'aranciata, ma il bicchiere era vuoto..