Poi il sarto, mentre teneva alzato un braccio del signor Daniele per prendergli la misura della manica, domandò, sempre rivolgendosi alla signora Maddalena:
—Facciamo a un petto solo, o a due?
—A due, a due petti! Così, all'occorrenza, gli può servire anche da, paltò. Io, che ho la testa sulle spalle, ho sempre tutte le viste. Ha finito?
—Sissignora.
—E uno! Adesso a quest'altro!
E mentre il signor Daniele, che si era lasciato girare e rigirare dal sarto senza mai dire una parola, tornava frettoloso là donde era venuto, Maddalena ricominciò a gridare con quanto fiato aveva; in gola:
—Temistocle! Temistocle!
Comparve, quasi subito, un altro perticone dinoccolato, arruffato, colla faccia scialba, col naso storto e fatto a spatola e col mento pecorino; era il primogenito dei Trebeschi. Si sbottonò subito il panciotto e si fermò diritto dinanzi al sarto, anche lui senza fiatare.
—Mi raccomando molta roba sotto alle maniche e in fondo ai calzoni, per farli allungare a un bisogno: la mal'erba cresce.
—Non dubiti, signora Maddalena.