—Non mi faccia del male!… Non mi faccia del male: io sono innocente di tutto!
L'altro rimase duro, insensibile.
—Due parole sole—gli disse poi abbassando la voce, ma in tono aspro, risoluto.—Le tremila lire scadono dopo domani: Lei paga? Io mi accontento e sto zitto. Non mi paga? consegno la cambiale a chi l'ha da avere e buona notte! Se lei è innocente lo proverà nel giudizio.
Ciò detto, e messa la bicicletta in equilibrio, vi saltò sopra dandosi una spinta, e via come il vento!…
Giacomo, sbalordito sotto il peso di quel disastro, colle gambe che gli tremavano, si avviò verso casa.
Avrebbe trovato il babbo solo; voleva confessar tutto al babbo. Bisognava disperarsi; strapparsi i capelli; minacciare un suicidio.
—In tribunale?… Un processo?… Che canaglia quel Richard! Gli era sempre stato antipatico, odioso. E lei… Fanny?…. Così affettuosa, così tenera l'ultima sera… tante promesse!…
A poco a poco, gli entrava in cuore la sicurezza che il babbo lo avrebbe salvato, che il babbo gli avrebbe pagata lui la cambiale; ma quanto più si calmava tanto più provava dispetto e bruciore dell'abbandono, del tradimento di Fanny; bruciore, sentimenti che, a poco a poco, all'idea della sua bella, perduta per sempre, si tramutavano in rammarico dolore.
—Dio!… Dio!… Che infamia!
E non più per far paura al babbo, ma sinceramente, sentendosi così solo e tanto disgraziato, pensò di ammazzarsi.—Un colpo di revolver, secco…—Ma poi, riflettendoci, vedendosi tutto insanguinato, e magari ancora vivo, sospirò: