—Papà! Papà! Papà! Ascoltami!… Papà!
Dio santo!… il signor Daniele non poteva, più parlare. Era un colpo.
Giacomo, preso da terrore, voleva andare a chiamare aiuto: l'altro si riscosse, lo fermò.
—Per… per… amor di Dio!—E non disse altro.
—Perdonami! Perdonami!—supplicava Giacomo alla sua volta, colpito, scosso da quel gran dolore,—Ha ragione la mamma. Sono un tristo! Un infame! Partirò! Nessuno mi vedrà più!… Ma prima, andiamo insieme dal Facchinetti. Io lavorerò, non mangerò che pane e acqua, finché non avrò pagato, ma pagherò io: tutto io. Con una tua parola il Facchinetti aspetterà, nessuno saprà niente.
L'altro, livido tremando come una foglia, balbettava:
—Qua… qua… quanto?
—Tremila lire.
Tutta la lunga persona del signor Daniele dette un'altra scossa.
—E… qua… qua… quando?