—No… no…

—Mi faranno la cortesia di accettare il vermouth.

—No; no… grazie—balbettava il signor Daniele.

—Prego, prego; senza complimenti; sediamo. È sempre mio buon padrone.

Vedendo quella faccia stravolta, il Facchinetti aveva capito subito di che si trattava, e aveva capito pure che teneva quel bonomo nelle sue granfie.

Cominciò a calmarlo, a rassicurarlo, e a difendere il signor
Giacomino.

Oh Dio! spropositi di gioventù!

Il Facchinetti dichiarò al signor Daniele che anche lui era padre, aveva un maschio e una femmina; e perdianabacco gliene facevano di tutti i colori. Ma un padre che cosa può desiderare dai suoi figliuoli? La salute e basta! Del resto anche il signor Giacomino, evidentemente, ci avrebbe messo la mano sul fuoco, era stato raggirato per troppa buona fede, per troppo cuore: e poi la ragazza—e strizzò l'occhio…—Insomma, gioventù; egli era rimasto preso alla pania, per le arti di due volpi sopraffine, che avrebbero ingannato mezzo mondo. Il Richard non era riuscito a fargliela anche a lui? Sicuro! A lui, Facchinetti!—Poteva gloriarsene!—Gli aveva truffate seimila lire… una sull'altra. Ma ormai aveva preso il largo. Inutile il pianto; inutile guastarsi il sangue.

—La loro cambiale scade, quando?…—Il Facchinetti non se ne ricordava più.

—Doman l'altro—risposero, quasi insieme, padre e figlio.