—Sempre col pericolo di rompersi il collo—soggiungeva Giacomino.

Daniele si fece coraggio e finalmente diede libero sfogo alle centomila domande che da tanti giorni gli stavano sul cuore.

—Ed era proprio partita per Borgo San Donnino? E poi doveva andare a Terni?… E adesso era stata scritturata per l'America?… per Buenos Aires?… Da chi?… Sempre col fratello?… E quel generale?… E il Circo Stanislao?… Fallito? e in America?… Andava più gente al teatro in America?… E la sua roba? Sequestrata?… Proprio anche la sua?… Tutto venduto?…

Ci fu, dopo tante domande, alle quali il figliuolo aveva risposto per lo più con monosillabi, un lungo silenzio.

—Andiamo?—disse a un tratto Giacomino.

—Andiamo—rispose Daniele.

Si alzarono, uscirono senza dir neppure una parola, e sempre silenziosi e meditabondi, attraversarono la piazza del Duomo.

Poi, il signor Daniele, dopo un sospiro, domandò:

—E Gladiator?… Avrà dovuto, vendere anche Gladiator?

VIII.