Se avesse scoperto qualche cosa, non si sarebbe accontentata di borbottare fra i denti: avrebbe mandato all'aria tutto il fondaco Monghisoni colle botti di aringhe e i barili d'olio.

Monsieur? perché monsieur?…—Era andata a inventare anche il francese per tormentarlo?

E su. in casa, durante tutto il desinare, Maddalena tornò da capo. Ogni due parole ci ficcava in mezzo un monsieur od un sympathique, mentre il povero signor Daniele rideva giallo e i bocconi gli facevano groppo in gola.

—Il monsieur non ha fame?… Io, invece, sono sempre di buonissimo appetito—e si sbatteva sul piatto un'altra gran fetta di lesso.—Sempre. di buonissimo appetito; oggi come ieri, tal'e quale. Perché oggi come ieri, io ho lavorato, ho sgobbato; sempre in banco o in magazzino per poter far fronte ai nostri impegni, logorandomi la salute e stillandomi il cervello per gli altri, sicuro!… per tutti quelli che dovrebbero imparare da me, come io ho imparato da mio padre, il lavoro, la prudenza, l'onestà, l'oculatezza.

Temistocle e Gian Maria, col viso sul piatto, si davano calci sotto la tavola, per sfogare la noia e la stizza; la Cammilla, vicino ai fornelli, faceva smorfie e occhiacci allo zio per incitarlo a rispondere, ma nessuno fiatava; e Daniele meno di tutti. Sempre a capo chino, continuava a fare e a disfare nodi colla cocca del tovagliolo, meditando su quella grande disgrazia di avere una moglie troppo perfetta.

—Dio, Dio! come le faceva scontare le proprie perfezioni!… Oh, avesse avuto qualche virtù di meno, un po' meno di cervello, avesse lavorato meno, e li avesse lasciati tutti respirare in pace!

—Che cosa medita il monsieur? Mi sembra sospiroso, malinconico.

Maddalena, diritta sulla seggiola, rideva ironicamente, stirandosi il lungo tovagliolo bianco sul petto rigonfio.

—Anch'io, anch'io avrei potuto essere la simpaticona, la très sympathique di qualcuno!

Daniele allibì; il sangue gli dette un tuffo.