—Comandi?
—Andrà domattina alla Banca Popolare; parlerà col direttore, farà in modo di ritirare una cambiale di tremila lire, colla firma del Facchinetti, e la firma di questo signor… padre.—E pronunziò quest'ultima parola—padre—con tutto il disprezzo e l'ironia di cui era capace.
—Come?… Come?… Alla Banca Popolare?… Alla Banca Popolare?…
Anche Daniele era annichilito.
—Alla Banca?… Alla Banca Popolare?
—Sì, sì, sì!—strillava lei ridendo, sogghignando nervosamente e andando su e giù per la stanza. Il signor Mauro, sbalordito, si rigirava sulla seggiola e si ostinava a domandare all'uno e all'altro senza ottenere risposta:—Come? è proprio il Facchinetti del Crocifisso? L'usuraio? Il Facchinetti del Crocifisso? e intanto il povero Daniele smaniava e protestava che il Facchinetti si era impegnato solennemente a non girare quella cambiale e a tenerla in portafoglio.
—Mi ha dato la sua parola d'onore! La sua parola d'onore!
—Il Facchinetti del Crocifisso?—domandò ancora per l'ultima volta il signor Piazza.
—Ma sì, in nome di Dio!—strillò Maddalena—l'usuraio! l'usuraio del figlio, l'usuraio del…—e qui un'altra occhiataccia ironica, sprezzante, furibonda—l'usuraio del padre!
—Ah, ma allora…—e il Piazza, scandolezzato, si sdraiò sbuffando sulla seggiola—allora la signora Maddalena ha tutte le ragioni, ha cento, mille, un milione di ragioni.