—Altro che criticarmi! Avrebbero tutte da imparare da me, che in fin dei conti sono stata l'unica… che abbia dato prova di giudizio.
Era vero, infatti, che tutti a Milano, e non soltanto quelli che non avevano niente da fare, si occupavano del conte Adelino di San Marsilio, de' suoi amori, dei suoi debiti, de' suoi cavalli.
Anche i buoni borghesi della domenica se lo indicavano l'un l'altro sui bastioni, nelle carrozze delle signore, e nei palchetti al teatro: e così il nome e la fama e le gesta del conte Adelino di San Marsilio erano arrivate vieppiù esagerate, perchè più lontane, persino in via Lentasio, e nel fondaco Monghisoni.
La signora Maddalena, sebbene giovane e prosperosa, restringendo ogni sua gioia nella cerchia meschina degli affari e dei guadagni, odiava la gente di fuori che stava a divertirsi, a spendere e a far all'amore; specialmente poi quello spaccone di un conte senza contanti che non aveva mai visto, ma di cui le avevano empito la testa, non lo poteva patire e provava per lui un'antipatia istintiva.
—Come facevano quelle matte—e quelle matte, per la signora Maddalena, erano tutte le più grandi dame di Milano—come facevano a perdersi dietro a un tisicuccio spiantato come quello?
—Spiantato?… Gli arrivavano da Torino i danari a sacca, e lui li buttava via a palate! Tisico? Ma la signora Maddalena non lo aveva mai visto! Era un bellissimo giovane.
No, non l'aveva mai visto; non lo voleva vedere; per lei, gli zerbinotti li aveva tutti in uggia, non li poteva soffrire: tutti leccati, impomatati, le davano la nausea; e sporgendo le labbra e arricciando il naso, dimostrava energicamente il suo disgusto:—Peuh!
La signora Trebeschi si trovava appunto in queste ottime disposizioni d'animo verso il conte di San Marsilio, quando un giorno le capitò nel fondaco uno dei suoi soliti compari, il Fioccola, che strizzandole l'occhio le propose un buon affaretto.
—Diecimila lire, un mese e mezzo, per il tenente di San Marsilio.
La signora Maddalena strepitò: