—Chi è?
—Sono io, signora padrona!—gridò la voce di Teresa, la portinaia.—C'è un signore… Vuol parlar con lei!… Di gran premura!…
—Venga domani mattina!—rispose Maddalena forte, senza muoversi.—Adesso è chiuso; è troppo tardi.
—Pardon, mille pardons, cara signora, ma domani sarebbe troppo tardi per me.
—Chi è?—ripetè Maddalena, vivamente, balzando in piedi; e, presa la lucernina a petrolio, e tenendola alzata col braccio, andò sull'uscio dello scrittoio a vedere.
—Chi è?
Sentì un batter di sproni e di sciabola, e sotto i voltoni bui del magazzino, fra i barili d'olio, le botti di aringhe e le forme di cacio parmigiano, apparve, si avanzò, si fermò dinanzi a lei, inchinandosi e picchiando i tacchi l'un contro l'altro, un giovane ufficiale, alto, sottile, biondo, sorridente.
—Pardon, ancora mille pardons!…
—È lui, quel maledettissimo!—pensò Maddalena, e sentì una stretta al cuore, per via della cambiale.—Mio marito non c'è; a quest'ora non c'è nessuno: torni domani!—rispose in fretta, sgarbatamente.
—Il signor Fioccola mi ha detto di parlare con lei, e desidero parlare con lei.—Il San Marsilio era risoluto a non tornare indietro.