La, Cammilla, senza che nessuno se ne fosse accorto, aveva già pensato al cuginetto, a Giacomino, e rimasta sola con Daniele, gli domandò della zia Maddalena:

—Bisogna rispondere a Verona; bisogna scrivere a Trieste…—Vado dalla zia a sentire che cosa devo fare?

—No: niente—rispose il signor Daniele.—Penserò io; d'ora in avanti si parla con me.

Si rizzò quant'era lungo, alzò gli occhi al soffitto, si fece ancor più serio:

—Mi son fatto sentire.

—Allora, Giacomino non parte più? Giacomino resta a Milano?—esclamò la ragazza cogli occhi scintillanti.

—Finiamola con questo Giacomino!—Il signor Daniele diede uno scossone facendosi pallido.—Adesso siete diventata una donna; vergogna! non voglio più confidenza con… coi giovani che sono diventati uomini. Vergognatevi!

La Cammilla guardò lo zio stupefatta, e subito gli fece tanto di muso.

Fu primo Daniele a riprendere la conversazione.

—La zia Maddalena ha domandato qualche cosa da pranzo?