Domandò:

—La mamma sta proprio poco bene?

—Sissignore. E siete stato voi, vergogna, vergo…—ma il resto gli rimase a mezzo, vedendo gli occhi di Giacomino che si erano empiti di lacrime.

Gli voltò le spalle in fretta, e corse a rinchiudersi nello scrittoio.

—È l'unico, stamattina, che abbia pensato a sua madre. Quanto a cuore, sarebbe più mio figlio quello lì che gli altri.

E non poteva aver ragione il signor Mauro? Il signor Mauro aveva detto: Io non lo credo e non lo crederò mai, nemmeno se avessi visto co' miei occhi!

Entrò la Cammilla ancora imbronciata:

—Bisogna rispondere a Verona, bisogna scrivere a Trieste.

—Sicuro.

Daniele frugò nei monte delle lettere, scartabellò i registri… alla fine dovette arrendersi.