Nora parlò della sua famiglia. Oh! nella sua famiglia essa era odiata da tutti; parlò della vita agitata, angosciata ch'era costretta a condurre; dell'abbandono e insieme della tirannia che doveva sopportare. Era stata lì lì per ricordare anche quel matrimonio che le si voleva imporre, ma ne ricacciò il pensiero, e soffocò il rimorso improvviso suscitatole dalla faccia pallida, straziata di Pietro Laner. Aggiunse soltanto ch'era sempre stata infelice, e che aveva sperato in un'amicizia, in un affetto sincero, leale. Aveva sperato, sognato, di essere creduta sincera…. di essere creduta una ragazza onesta; sì, onesta! anche se gli voleva bene, perchè infine lei era libera, padrona del suo cuore e di sè stessa, e non doveva render conto di niente a nessuno, a nessuno!… Aveva sognato, sperato di essere creduta quello che era: una ragazza pronta anche a rovinarsi per una passione, ma disinteressata!

Il Casalbara gemeva, sospirava, implorava pietà.

—Le domando perdono in ginocchio! Le domando perdono in ginocchio!—continuava a ripetere, a balbettare; e una volta fuori di sè, aveva anche fatto per inginocchiarsi davvero, ma poi, aveva ritirato subito la gamba.—Non sono stato capito: non sono stato capace di spiegarmi. Dicendovi se volevate essere la mia regina, volevo dire che io sarei stato pronto per voi a qualunque sacrificio; "bee-ato"—e il Casalbara tornava a belare—"bee-ato" felice di qualunque sacrificio! La mia regina non ha che a impormi la sua volontà; tutto, tutto per lei…. e io non le domando altro che di lasciarsi adorare…. adorare in ginocchio….

Ma in questo punto il Casalbara tese l'orecchio, perchè gli sembrò udir chiamare dall'altra stanza, e Nora si spaventò subito, prima ancora che avesse potuto avere il tempo di accorgersene, di sentire, di capir niente.

—Dio! Lo zio Matteo!

—Che! Che!—esclamò il Casalbara sorridendo, sicuro; e chiuso l'uscio anche di quella camera e abbassata la portiera entrò nel salotto. Vide in fondo, dall'altra parte, il servitore pallido, sconvolto….

—Che c'è?

—Il padre…. il padre di quella signorina!…

—Imbecille! Perchè non lo hai cacciato fuori?

—Ho fatto di tutto!… Strepita!… urla!… Fa il diavolo a quattro! La gente può sentire….—Il vecchio si curvò, tese l'orecchio.—Sente, signor duca?