—Questa è una ragione di più per dirmi in che cosa posso servirla.
Matteo Cantasirena indicò il domestico, poi, appena quello fu uscito, andò quasi addosso al Casalbara, squadrandolo dalla testa ai piedi con un'occhiata terribile:
—Lei conosce mia figlia?… Eleonora?
—Cioè, io ho avuto l'onore di conoscere dalla contessa Edita Schönfeld, una signorina di questo nome: Ma…. non era sua figlia, mi pare; era soltanto sua nipote.
—Signor duca! Sappia che le mie nipoti diventano mie figlie quando hanno bisogno di un padre!…
—Io ho conosciuto appena la signorina Eleonora, e…. non capisco. Che cosa vuol dire?
Matteo Cantasirena si rizzò ancora più terribile: anche il lungo barbone si agitava, fremeva.
—A Matteo Cantasirena non si risponde in questo modo.
—In casa mia rispondo come più mi pare e piace: se non le accomoda è padrone di andarsene.
—Andarmene? Io?…