Sulla fronte di Nora apparve la piccola ruga sottile e bianca. Perchè parlavano allora di Pietro Laner? Pure riuscì a vincersi e rispose con calma:
—Non lo amo…. non l'ho mai amato.
—Signorina Nora….—tornò a balbettare il Casalbara avvicinandosi…. Ma non sapeva…. e non avrebbe potuto dir altro. Tutto era andato a finire in un modo così strano, così diverso da ogni previsione! Cosa poteva dire? Cosa poteva promettere?…
Matteo Cantasirena vinse la commozione e prendendo Nora per un braccio e scotendola forte:
—Il cappellino, i guanti,—le disse brutalmente. Poi, mentre Nora calma, tranquilla, andava a prendere la sua roba, tornò a rivolgersi al duca, ma questa volta con una freddezza dignitosa.
—Io le accordo tre giorni di tempo, per interrogare il suo cuore e la sua coscienza. Pietro Laner, che appartiene ad una delle famiglie più ragguardevoli del Trentino, uno dei più indefessi cooperatori del movimento irredentista, al presente ignora tutto quanto è successo: se si tratterà di salvare l'onore di… colei, ignorerà tutto, sempre. In caso diverso, se una macchia dovrà offuscare il nome di una Cantasirena, della fidanzata di Pietro Laner, allo spirare del terzo giorno,—e Matteo guardò l'orologio,—sono le undici—allo scoccare delle undici precise del terzo giorno, io e Pietro Laner le manderemo i nostri rappresentanti. Ai miei ho già provveduto prima di venir qui. Uno sarà il mio compagno d'armi, il generale Clemente Della Torre, l'altro il deputato Argenti.
Nora, intanto, si era messo il cappellino, i guanti, ed era pronta per uscire.
—Venite!—mormorò fremente di collera lo zio Matteo.—Datemi il braccio!—e aggiunse a mezza voce:—Svergognata!
Il Casalbara fece un altro passo, come per avvicinarsi: poi si fermò.
—Signorina Eleonora, io…—e non disse più niente. Che poteva offrire? Che poteva promettere?