Quel tedesco era un barbaro, un brutale!… Non conosceva le donne; non era mai stato amato!… Nora, era troppo semplice, troppo ingenua, e si era mostrata troppo disinteressata, per non essere sincera.

Non vederla più! Non averla più lì, sola sola, nel suo salotto; così vivace e così bella quando era allegra; così cara, ingenua e appassionata quando abbassava il capo vergognosa, quando i suoi occhi diventavano mesti, timorosi, pieni di lacrime.

Non vederla più! Chissà in che stato l'avrebbe ridotta quel tanghero villano!… Le avrebbe fatto fare anche la serva….

La serva, alla sua regina!

Non aveva in mente altro che Nora: non poteva vincersi; non poteva stordirsi. Vedeva il bel corpo palpitante, quando vibravano le note calde del contralto; era tormentato da quell'odore di giovane, da quell'odore di bionda. Perchè era stato così goffo?… Così discreto?… Non era lì, sola con lui?… E così sola con lui non ci sarebbe tornata più! Si sarebbe trovata sola, tutta sola, con quel trentino che le stava dietro, che la voleva, che non avrebbe avuto tanti rispetti, nè tanti riguardi…. nè….—una voce astiosa, in fondo al cuore, soggiungeva…. nè tanti reumi!

—Portarsela via?… Andar a passare l'inverno a Nizza, a Mentone?… Anche più lontano: in Ispagna, a Madera, dove nessuno lo avrebbe conosciuto!… Essere adorato, accarezzato, da quella creatura splendida!… Quanto rumore avrebbe sollevato Eleonora nel bel mondo, e lui quanta invidia!

In fondo, anche il Kloss doveva crepare d'invidia. E il Casalbara sorrideva trionfante nella propria fatuità; ma poi tornava serio: e se dopo averla compromessa…. avesse dovuto finire a sposarla?… Avrebbe potuto abbandonare Milano…. andarsi a nascondere a Casalbara…. o nel suo palazzo a Bergamo…. accontentare il ragionier Vigliani…. fare un po' di economia…. e invece di essere solo con un servo, avrebbe avuto un angelo che gli avrebbe prodigate carezze e cure….

—E il nome?… Il nome dei Casalbara?

Così, fra le irritanti cupidige della passione senile, fra la gelosia dolorosa, gli stimoli della vanità, i timori, i pregiudizi aristocratici, e un sentimento nobile di dignità, e un impulso sincero del cuore, il povero duca passava ore agitatissime. Quella sera, per non doversi trovare col Kloss, che, certo, avrebbe sparlato di Nora, andò a far visite; e poi a letto presto. Si sentiva stanco, pieno di acciacchi.

Dormì pochissimo, sempre tormentato da Nora, dai soliti pensieri, dalle solite incertezze; e la mattina si alzò mezzo malato. Aveva palpitazioni terribili. Oh! non poteva scherzare col suo mal di cuore! Il medico gli aveva prescritto la tranquillità, il buon umore…. Anche per la salute doveva prendere una risoluzione e subito.