—Bêtise…. Bêtise! grazie del complimento!—borbottò il Casalbara stizzito.—Io non ho mai commesso bêtises e ho sempre pensato molto prima di… agire!
La Schönfeld sospirò; levò gli occhi al cielo.—Mon Dieu! Mon Dieu!—Poi gli prese una mano, l'affondò premendola sul petto abbondantissimo ma cedevole, e cominciò a guardarlo, a fissarlo, finchè gli occhi si inumidirono, si gonfiarono di lacrime.
La contessa era commossa.
Avrebbe dovuto capir subito che la sua amica Eleonora prendeva quella corte troppo sul serio; avrebbe dovuto aprirle gli occhi e chiudere la porta a monsieur le duc, senza tanti complimenti. Ormai era troppo tardi e la Schönfeld tornò a sospirare:—Pauvre petite! era in uno stato da far pietà!… E più la tormentavano, e più si esaltava e più si ostinava in quella passione!
—Lei…. l'ha veduta?—domandò il Casalbara colla voce fievole.
—Ieri sera, tardi: piangeva, si disperava, voleva fuggire, correre a casa vostra! Voleva che io venissi a cercarvi, a chiamarvi! Era in uno stato da far pietà; ed era ancora più bella, ancora più ravissante. Io ho potuto vederla di nascosto, perchè l'hanno a morte contro di me. L'ho veduta in camera sua…. Nel suo lettino, la pauvre petite! Oh, je vous assure, mon ami, qu'elle était ravissante! Seulement de la voir, avec cette toison de cheveux blonds tous decoiffés, et toute rose par les sanglots et par la fièvre de son amour, je vous assure que tout le monde aurait compris votre bêtise et la fureur de Peter Laner. Parce qu'il l'aime, le malheureux garçon! Il l'aime avec toute l'ardeur d'un jeune italien.
—Il Laner?
—Oh, il signor Laner le perdonerebbe certamente, se la pauvre petite avesse due dita di testa e il coraggio di abbandonarvi.
—Era lì?… Era in casa quel…. Laner?—domandò il Casalbara subito insospettito e irritato.
—Certainement; mais pas avec la petite. Era col cavalier Cantasirena. Eleonora non avea voluto vederlo, quantunque, anche per ciò, il cavaliere le avesse fatto una scenata terribile.