—Ma infine, chi è questo cavalier Cantasirena?—strillò il Casalbara colla vocetta aspra.—È suo padre? È suo zio? È il suo tutore? Cos'è?

Son oncle, je crois, par son père:—e soggiunse pianino, parlandogli all'orecchio:—et je crois son père…. par sa mère! Che sia poi il suo tutore, questo è sicurissimo.

—Che confusioni…. che pasticci!

—Oh, del resto è una famiglia distintissima. I Cantasirena sono nobili.

—Nobili? Nobili triestini?—domandò il Casalbara, che pur sorridendo ironicamente, prestava molta attenzione a queste notizie.

—Il cavalier Matteo è nato, credo, a Trieste, oppure a Venezia; ma anticamente la sua famiglia doveva essere della Dalmazia o della Rumenia.

—Già…. già….—osservò il Casalbara, interessandosi seriamente alla nobiltà della signorina Eleonora.—Ci sono infatti i Cantacuzeno…. i Cantasemir….

Et alors, très bien!… Anche i Cantasirena! Il cavalier Matteo ha sempre avuta una grande importanza nel mondo politico. I suoi amici sono tutti ministri, deputati, generali. Anche lui è stato colonnello sotto il vostro Garibaldi. Capirete, anche per la sua condizione, sente l'onore della famiglia in un modo straordinario. In questi giorni è esaltato! Pare diventato matto! Strepita vuole ammazzarvi, e che se non vi ammazzerà vi farà un processo.

—Oh, poi…. staremo a vedere!—esclamò il Casalbara, stizzito e offeso per quella parola plebea.—Non c'è niente da far processo.

La pauvre petite est très jeune, vous savez; è minorenne.