Oh, finalmente respirava! Tornava a vivere!… Non gli dava più del lei nè del voi, gli dava del tu. Lo chiamava Giovanni, arrossendo ancora nel vincere la propria timidezza. Ma voleva chiamarlo Giovanni, semplicemente, perchè aveva diritto, come aveva diritto a quell'ora d'incanto, di beatitudine. Oh! l'aveva guadagnata!… L'aveva meritata!… E si stringeva più appassionatamente al collo di lui; si abbandonava tutta sul suo petto, amorosa, desiderosa, e col piedino inquieto, fremente, premeva il piede del Casalbara, che avendolo rattrappito nella scarpetta attillatissima che gli faceva male, cercava di sfuggire, di sottrarsi adagio, delicatamente a quella pressione.
—Rispondimi…. rispondimi…. Dimmi di sì!… Prometti, giura….
Andrai via?
—Stella…. Stella cara! Come potrei prometterti una…. viltà?
—E allora?…—esclamò la fanciulla alzando il capo, fissandolo spaurita, ma sempre tenendosi colle braccia strette al suo collo.
—Vedremo, cara…. penseremo insieme!… Ma tu non tremare così…. non aver paura per me…. Rassicurati…. credimi…. non hai nulla a temere.
Anche il Casalbara parlava assai sommessamente, colla voce rotta, velata. Quella fanciulla così buona, che non vedeva altri che lui, che non pensava che a lui, alla sua vita, alla sua sicurezza, lo commoveva profondamente.
—Va via! Va via! Sono troppo inquieta! Sono troppo spaventata per te!—e gli disse ancora:—Va via,—con un'espressione, una supplicazione così tenera e dolce come lo sfiorare di un bacio. Poi tornò ad appoggiare la testina, a riposarsi affranta dal dolore e dall'amore sul petto del Casalbara.
Il duca la guardò, si chinò, la guardò più vicino…. e la baciò sulla guancia accesa, bagnata di lacrime. La baciò lentamente, leggerissimamente, trattenendo il respiro, come se baciasse una cosa santa. E non c'era la passione, non c'era la sensualità in quel bacio, ma tutta la gratitudine più viva che gli traboccava dall'anima: un senso di rispetto, di adorazione umile, religiosa.
—Ti hanno spaventata, povera bambina mia?
La fanciulla rispose con un fremito, ma non si mosse. Rimase lì, quieta, con gli occhi socchiusi come a godere l'estasi di quell'istante.